santino tarantola
Santino Tarantola, il presidente per antonomasia. Per 35 anni ha retto le sorti del Novara calcio e per una decina quelle dell’Hockey, la società più scudettata d’Italia. Un vero appassionato dello sport che, in qualche modo, rappresentasse la sua città. Ma non è stato solamente il dirigente più longevo. In gioventù ha praticato il calcio prima come attaccante e poi apprezzato portiere della Sanmartinese nel famoso torneo dei ragazzi.
Diplomato geometra al «Mossotti» è stato avviato al calcio da Luciano Marmo e Celestino Sartorio. Dirigenti storici che l’hanno cresciuto nel covo del bar Faraggiana. Laddove si viveva di calcio fra una partita di carte e l’altra. Si sono così garantiti la continuità del calcio novarese a certi livelli. Coinvolto prima come consigliere poi dirigente addetto all’arbitro e direttore sportivo. Sempre in panchina, con tutti i suoi allenatori ai quali non lesinava consigli… si fa per dire.


Il primo successo, la promozione in serie B con una squadra tutta novarese guidata in panchina da Peppino Molina e Franco Giraudo. Un’avventura fra i cadetti che dura poco ma Santino, che intanto va affermandosi come apprezzato costruttore edile, non si arrende mai. Per tornare a vincere, nel 1969 si affida ad un campione come Carlo Parola ed è subito promozione in serie B. Ma trova il tempo anche per rilanciare l’hockey cittadino vincendo sette campionati consecutivi fino a conquistare la seconda stella. Con il fido «Gin» Panagini, ingaggia il primo straniero del campionato italiano. E’ il fuoriclasse olandese Robert Olthoff che porta il Novara a vincere, ovunque frantumando tutti i record nazionali. Resta l’incompiuta della Coppa dei campioni. Nel calcio, sfiora anche una clamorosa promozione in serie A, nel 1976, fallita per lo scandalo di Catanzaro quando si dovette ripetere una partita.

Il moltiplicarsi degli impegni lo inducono a lasciare il Novara al ministro Franco Nicolazzi sostenuto dalla cordata di un altro imprenditore edile Gianfranco Montipò. Ma la passione per il calcio non lo può tenere lontano dal Comunale di via Alcarotti. Così si occupa della rinascita della Sparta, la seconda squadra della città che, in dieci anni, vincendo cinque campionati consecutivi, riporta dalla terza categoria alla serie D. E qui si ferma perché c’è da rilanciare il suo Novara finito in C2. Ci prova con un bravo allenatore, Gigi Del Neri, senza riuscirci. La malattia fiacca anche uno spirito indomito come quello di Santino Tarantola. Ci lascia il 22 aprile 2007 all’età di 76 anni.