celestino sartorio
LL’Avvocato azzurro per eccellenza Celestino Sartorio, era nato a Fontaneto d’Agogna proprio nel 1908, anno di fondazione del Novara Calcio.
Sin da ragazzo era legato da una passione viscerale per la propria squadra del cuore. Tale da indurlo a scrivere al “Guerin Sportivo” una vivace lettera di contestazione all’arbitro torinese Brunetti che nel febbraio 1925 aveva diretto in maniera discutibile un Novara-Derthona comunque vinto nel finale dagli azzurri.
Erano evidentemente i prodromi di una brillante carriera forense che l’avrebbe portato a battagliare quotidianamente in Tribunale, dall’alto della sua voce tenebrosa e di un fisico corpulento che inducevano tutti al rispetto. Tra le tante cariche ricoperte, ricordiamo quelle di Presidente dell’Ospedale Maggiore, Vicepresidente della Banca Popolare di Novara e Presidente del locale Ordine degli Avvocati.
La domenica però si trasformava letteralmente. Seguiva le partite vicino alla rete di recinzione, accompagnava le azioni degli azzurri camminando lungo la linea laterale assieme al collega Bermani. In occasione dei corner dava dei calci nel vuoto, come a voler spingere il pallone verso la rete avversaria. Se veniva fischiato un rigore per gli altri si voltava puntualmente con le spalle rivolte al campo, per non vedere. E gli arbitri finivamo puntualmente nel mirino della sua critica.

Per circa trent’anni ha operato all’interno del Novara Calcio, ricoprendo diversi ruoli. Era una sorta di Amministratore, l’uomo che nel poco tempo lasciato libero dalla sua professione si dedicava a far quadrare un bilancio sempre complicato. Accanto a lui agivano l’altro avvocato Piero Omodei Zorini che si occupava della campagna acquisti ed il commissario tecnico Luciano Marmo.
E’ morto nel 1982, all’epoca della prima retrocessione della nostra squadra nell’allora sconosciuta serie C2.