carlo parola
Ad oggi Carlo Parola è l’unico allenatore ad essere rimasto cinque stagioni consecutive sulla panchina azzurra.
Arrivato nell’estate 1969 per risollevare le sorti di un Novara retrocesso da due stagioni in Serie C, è stato il colpo della presidenza Plodari in quanto il tecnico torinese (noto per la celeberrima rovesciata finita sulla raccolta delle figurine Panini) aveva un ottimo background sia da giocatore (aveva debuttato in Serie A il 3 dicembre 1939 proprio contro il Novara e con i bianconeri aveva vinto due scudetti e una Coppa Italia) che da allenatore (altri due scudetti e due Coppe Italia consecutive con la Juventus, oltre ad un torneo di IV Serie, la “nonna” dell’attuale Serie D, con l’Anconetana ed un campionato di Serie C con il Prato).


Appena arrivato, nonostante un brutto avvio di stagione, ha saputo dare la “quadra” alla squadra e l’ha condotta alla vittoria del campionato con quattro punti di vantaggio sul Lecco. Il Novara con “Carletto” Parola in Serie B ha ottenuto un undicesimo, un tredicesimo, un nono ed un ottavo posto e nell’estate 1974 è tornato alla Juventus, dove ha poi vinto uno scudetto.
Le sue gioie calcistiche novaresi sono state la B-G-G (Bramati-Gavinelli-Gabetto) e l’aver allevato due giocatori futuri campioni d’Italia come Felice Pulici e Renato Zaccarelli oltre a talenti come Jacomuzzi, Veschetti e Giannini. Ha voluto sotto la Cupola di San Gaudenzio gente del calibro di Alberto Vivian, Franco Carrera, Eddo Carlet e lo stesso Luigi Gabetto, figlio di Guglielmo perito nella strage di Superga.

“Carletto” Parola ha collezionato 107 panchine azzurre, di cui dodici in Coppa Italia: la prima il 14 settembre 1969 con la sconfitta 4-1 al “Mari” contro il Legnano e l’ultima il 16 giugno 1974 contro la Spal al “Comunale” di via Alcarotti. Carlo Parola è morto a Torino il 22 marzo 2000 all’età di 78 anni.