luciano marmo
Luciano Marmo, fino al giorno della sua morte, è stato “il calcio” a Novara.
Nato a Torino il 23 gennaio 1900, ha iniziato a dilettarsi nel gioco del pallone con una squadra cittadina (la Amatori Calcio Torino). A 29 anni, per motivi professionali, lascia il capoluogo per venire a Novara.
Imprenditore nel campo delle sale cinematografiche, da subito si avvicina al Novara entrando nei quadri dirigenziali del club e rimase in società fino alla prima metà degli anni Cinquanta con il Novara che gioca dodici campionati di Serie A e tredici di Serie B: è direttore tecnico e direttore sportivo in quegli anni e nelle foto con la squadra appare sempre con il caratteristico outfit, ovvero il cappello, la giacca e la cravatta e il lungo cappotto.

Suo il merito di aver portato in azzurro, tra il 1950 ed il 1952, i campioni del Mondo di Francia ’38 Piola, Ferraris II e Rava. Un rimpianto non aver portato il barenghese Giampiero Boniperti sotto la Cupola.
Marmo lascia il Novara nel 1954 per diventare, dal 5 dicembre di quell’anno, membro della Commissione tecnica della Nazionale italiana insieme a Giuseppe Pasquale, Luigi Tentorio e all’ex campione del Mondo Angelo Schiavio. Chiamato dopo il fallimentare Mondiale svizzero, Marmo rimase nei ranghi della Nazionale come direttore tecnico fino al 23 marzo 1958, con Alfredo Foni allenatore.

Luciano Marmo divenne poi ds del club azzurro fino al 1962 per poi rimanere nei ranghi societari con altri incarichi.
Luciano Marmo muore nella sua Torino il 19 gennaio 1966. Alla sua memoria è intitolato il viale ovest antistante lo stadio “Piola” e per diversi anni il “Club Fedelissimi” ha indetto un premio alla sua memoria per il più giovane calciatore di una squadra inserita nel girone del Novara. All’ingresso della Tribuna dello stadio, subito a destra, c’è un bassorilievo in suo onore fatto dallo scultore Todeschini.