delfino francescoli
Al nome del commendator Delfino Francescoli, industriale calzaturiero di Grignasco (frazione Ara) sono legati i giorni più belli della storia del Novara Calcio. Sotto la sua presidenza la squadra azzurra riconquistò la serie A (ultima promozione prima di quella del giugno 2011) per poi conservarla per otto stagioni con l’orgoglio di un eccellente ottavo posto nel campionato 1951-52. E fu lui a portare nella nostra squadra del cuore il Campione del Mondo di Parigi 1938 Silvio Piola.
E dire che l’era Francescoli era cominciata nel 1943 tra i paletti di una tragedia planetaria e l’incognita delle traversie sportive azzurre. I campionati ufficiali erano ovviamente fermi per la terribile Guerra in corso, ma il Novara sarebbe dovuto ripartire, per la prima volta, dalla serie C, a seguito della retrocessione maturata sul campo. L’attività degli azzurri era comunque proseguita anche durante il conflitto mondiale con svariati tornei e diversi giocatori in prestito.
Nell’autunno 1945 l’assemblea plenaria della Federazione riunitasi proprio al “Faraggiana” decise di cancellare le retrocessioni e di ricominciare con una mista B-C per delineare le successive categorie.
Il Novara riconquistò così il proprio posto in serie cadetta, conquistando un bel secondo posto nella Coppa Alta-Italia dietro al Genoa e giungendo terzo nel campionato di B 1946-47.
Proprio nel 1947 la svolta con l’ingaggio del quasi trentaquattrenne Piola, convinto a vestire la maglia azzurra, dopo un primo contatto avvenuto proprio con il presidente Francescoli allo stadio di Via Alcarotti, con la promessa che il Novara sarebbe subito tornato in serie A.

E promozione fu, a Lodi il 30 maggio successivo nonostante la sconfitta, con una squadra composta da tanti ragazzi novaresi (Mainardi, Falzotti, Galimberti, Baira, Pombia e Foglio) ed abilmente guidata dal tecnico Rigotti.
Francescoli ha lasciato la massima carica nel 1953 al successore Piero Spaini con il Novara salvo in A dopo l’1-0 firmato Feccia all’Inter a San Siro.