pro patria novara 0-1
4 ottobre 2009 – Si vince a Busto e inizia il ciclo Tesser
Siamo alla 7^ giornata, del campionato di Serie C1 2009/10, allo stadio Carlo Speroni va in scena il “Derby del Ticino” tra Pro Patria e Novara. Una sfida storica, accesa e sempre molto sentita, anche se le due squadre arrivano all’appuntamento con stati d’animo diametralmente opposti. Il Novara giunge a questo appuntamento da secondo in classifica alle spalle della Cremonese, mentre la Pro Patria naviga in piena zona playout.
Guardando gli spalti dello Speroni, si coglie un clima di sfiducia nella tifoseria bustocca, non molto pubblico, tifo tiepido, quasi doveroso, visto che comunque si tratta di un derby storicamente molto sentito. Tutt’altra atmosfera nel settore ospiti, abbastanza gremito e rumoroso. C’è fiducia attorno alla squadra, nonostante un gioco non sempre brillante i risultati sono comunque arrivati, soprattutto grazie alle giocate dei singoli giocatori.

Appena Tesser troverà la quadratura del cerchio, cosa che avverrà di lì a poco, il Novara diventerà un rullo compressore inarrestabile e imporrà la sua superiorità su ogni avversario, talvolta in modo addirittura disarmante.
Torniamo al derby dello Speroni; in uno sventolio di bandiere biancoazzurre (colori di entrambe le squadre), agli ordini dell’arbitro Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto, le squadre scendono in campo così schierate:
Pro Patria: Cagnoni, Aquilanti (19’ st Pivotto), Rinaldi, Chiecchi, Barbagli, Cristiano (29’ st Passiglia), Lombardi, Melara, Serafini (16’ st Paponetti), Ripa, Pacilli. Allenatore Di Fusco-Manari.
Novara: Ujkani, Gheller, Lisuzzo, Ludi, Tombesi (36’ st Coubronne), Juliano (9’ st Gonzalez), Porcari, Shala, Rigoni, Bertani, Motta (23’ st Rubino). Allenatore Tesser.

Le due formazioni iniziano guardinghe, il Novara, per l’occasione in maglia rossa, prende in mano le redini del gioco ma i tigrotti sono attenti a chiudere tutti gli spazi e a raddoppiare sistematicamente le marcature. I minuti passano ma la partita non decolla, la manovra azzurra risulta lenta e prevedibile, quando si cerca di verticalizzare il gioco gli spazi per gli attaccanti sono chiusi dall’attenta formazione avversaria, preoccupata esclusivamente di difendersi, lasciando al solo Melara il compito di tentare qualche sortita offensiva. In verità più con l’intento di alleggerire la pressione che di creare grattacapi a Ujkani, l’unica punta Serafini rimane completamente isolata nelle maglie della difesa novarese.
Il primo tempo scorre così senza sussulti, le uniche occasioni, se così si possono chiamare, sono tutte racchiuse in due tiri dalla distanza di Juliano che non inquadrano lo specchio della porta, e dall’altra parte un paio di sgroppate di Melara sulla fascia destra che portano al tiro Serafini e lo stesso Melara, entrambe le conclusioni risultano deboli e centrali, parate senza difficoltà da Ujkani.
Squadre al riposo sul risultato di 0-0, sicuramente più soddisfatti i bustocchi per come sono riusciti a imbrigliare il Novara, anche se questa tattica fatta di continui raddoppi di marcatura ha portato a un dispendio notevole di energie. Dagli azzurri ci si aspettava qualcosa in più ma i tifosi novaresi sono fiduciosi che nel secondo tempo la superiorità tecnica degli azzurri farà la differenza.
La ripresa inizia sulla falsariga del primo tempo e, giacché la Pro Patria non ha alcuna velleità offensiva, Tesser decide che è giunto il momento di rompere gli indugi, dentro Gonzalez fuori Juliano e alcuni minuti più tardi gioca anche la carta Rubino al posto di Motta, un cambio di buon auspicio visto che 2 anni prima il bomber azzurro aveva deciso il derby con un suo gol al 90°.
È un Novara super offensivo, i due nuovi entrati hanno le caratteristiche per scardinare finalmente la difesa bustocca, impeccabile fino a quel momento. Si ha la consapevolezza che da un momento all’altro la partita decolli, ovviamente per merito degli azzurri.
A ravvivare la partita ci pensa Ujkani ma non come speravano i tifosi azzurri. Inoperoso per tutto il secondo tempo, senza aver letteralmente toccato palla, neppure un retropassaggio dai compagni, su un innocuo spiovente calciato dalle retrovie da Pivotto e sul quale si stanno avventando l’isolato Crippa e il suo controllore Lisuzzo, esce al di fuori della propria area di rigore per andare a intercettare di testa il pallone. È un lancio senza pretese, che sarebbe facile preda della difesa azzurra ma Lisuzzo per non scontrarsi con Ujkani si ferma, l’attaccante con un colpo di testa anticipa il portiere indirizzando la sfera nella porta sguarnita, Ludi rincorre disperatamente il pallone e a pochi centimetri dalla fatidica linea bianca riesce con un intervento in scivolata a indirizzare il pallone fuori dalla porta.
Il settore ospite, dopo aver trascorso alcuni secondi terribili, letteralmente con il fiato sospeso sino al provvidenziale intervento di Ludi, esplode in un boato liberatorio che sa anche di sfottò ai tifosi bustocchi che avevano pregustato molto da vicino la gioia del gol. Passano pochi minuti Ujkani (protagonista questa volta in positivo), rinvia preciso con i piedi nella trequarti avversaria, sullo spiovente Rubino svetta di testa anticipando nettamente l’avversario diretto Pivotto e spedendo il pallone centralmente verso l’area avversaria, Gonzalez legge bene la giocata, parte in anticipo, brucia i difensori avversari, si avventa sul pallone, controlla di petto e appena dentro l’area lascia partire il suo sinistro micidiale che non lascia scampo a Cagnoni vanamente proteso in tuffo.
I tifosi novaresi che gremiscono il settore ospite esplodono in un’esultanza sfrenata, mentre in campo i giocatori e la panchina azzurra sommergono sotto un “mucchio selvaggio” il povero Gonzalez.
Siamo al 78° minuto e la partita di fatto termina qui, nemmeno il più accanito tifoso della Pro Patria s’illude che la propria squadra possa in qualche modo raddrizzarla, d’altra parte il comportamento dei giocatori lombardi al gol del Novara è emblematico, un segnale inequivocabile di resa. Il portiere Cagnoni, visibilmente frustrato, scaglia ripetutamente il pallone nella propria porta con una rabbia inaudita, il difensore Chiecchi, autore di un estremo quanto inutile tentativo d’intervento in scivolata su Gonzalez, resta a terra con le mani sul volto, il resto della squadra e letteralmente pietrificato sul terreno di gioco. Anche tra i tifosi bustocchi è sceso il gelo, totalmente ammutoliti non hanno neppure la forza di reagire ai cori d’irrisione dei novaresi.

I minuti finali sono una passerella per il Novara che gestisce il possesso palla con autorità, mentre la Pro Patria, stremata fisicamente e psicologicamente, assiste impotente. Ogni tocco degli azzurri viene accompagnato, con il chiaro intento di schernire i tifosi bustocchi, dagli immancabili “olè” dei tifosi ospiti ma i fans locali non reagiscono, stanno già lasciando mestamente lo stadio.
L’ultimo sussulto arriva al termine dei 3 minuti di recupero concessi dall’arbitro Gallo ed è ancora del Novara. Rubino riceve palla all’interno dell’area piccola, è solo davanti a Cagnoni, sta per realizzare il più facile dei gol quando Rinaldi lo sgambetta platealmente. L’arbitro, forse per evitare che la situazione possa degenerare, anziché il rigore decide di fischiare la fine della partita. La controversa decisione non produce però gli effetti sperati. Il portiere Cagnoni calcia violentemente il pallone nella schiena di Rubino, ancora a terra per il fallo subito; scoppia un parapiglia che però si esaurisce subito, gli azzurri lasciano i tigrotti alle loro frustrazioni e corrono a festeggiare un’altra vittoria nel derby del Ticino sotto il settore riservato ai propri tifosi. Nello stesso momento, da Lumezzane giunge notizia che la Cremonese è stata fermata sullo 0-0 dai bresciani, risultato che consente al Novara di scavalcarla in classifica issandosi solitario al comando, è l’inizio della trionfale cavalcata che porterà direttamente in serie B……anzi in serie A!!!