novara – reggina 2-2
5 giugno 2011 – Un finale al cardiopalma e si va in finale play-off
La stagione del tanto agognato ritorno in serie B per il Novara si è conclusa in modo strabiliante e, per molti versi inaspettato. Il terzo posto assoluto, dopo aver lottato per lunghi tratti alla pari con le corazzate Atalanta e Siena, permette agli azzurri di partire in posizione di vantaggio nella griglia play off.
Dopo un campionato di così alto livello e vista la netta superiorità dimostrata rispetto al resto delle altre qualificate ai play off, con il Varese, quarto, staccato di 5 punti e la Reggina addirittura di 9, sarebbe ingiusto se il Novara non riuscisse ad approdare alla serie A, categoria che non si vede all’ombra della cupola da ben 55 anni!

I tifosi azzurri si accingono a vivere questi play off con tanta speranza ma anche con la preoccupazione una grandissima stagione da incorniciare si trasformi in una grande beffa. Preoccupazione che si acuiscono al termine della partita di andata (terminata 0-0), quando, nell’ultimo minuto di recupero, Rubino, tutto solo al centro dell’area amaranto, manda incredibilmente tra le braccia di Puggioni un pallone servitogli con precisione da Bertani che chiedeva solamente di essere sospinto in rete. Episodio che turba i sonni dei tifosi novaresi, sui quali cominciano ad aleggiare gli spetri delle troppe delusioni patite negli anni precedenti.
Arriva finalmente il giorno tanto atteso ma anche il meteo non aiuta certo a scacciare i cattivi pensieri, per tutta la giornata sulla città si abbattono intensi temporali e sotto un cielo cupo, che non promette assolutamente nulla di buono, i tifosi si ritrovano pazientemente in coda ad espletare le formalità per accedere alle gradinate del “Piola”. Nessuno osa confessarlo anche per non essere tacciato come menagramo ma la preoccupazione c’è, la si percepisce, la tensione è altissima. Tuttavia, mentre attendono con impazienza l’inizio della partita si rincuorano l’uno con l’altro, nella speranza di scacciare le proprie angosce.
Le squadre fanno il loro ingresso in campo accolte da un violento scroscio di pioggia e non sarà l’unico della serata, la tensione attanaglia anche i 22 protagonisti, basta guardarli schierati al centro del campo, i loro volti sono eloquenti. Non sarà una serata per i deboli di cuore.
Agli ordini dell’arbitro Tommasi di Bassano del Grappa le squadre si schierano nelle seguenti formazioni:
Reggina: Puggioni, Colombo, Adejo, Costa, Acerbi, Rizzato, Rizzo (70′ Sarno), Tedesco, Castiglia (59′ De Rose), Campagnacci (80’ Cosenza), Bonazzoli. Allenatore: Atzori.
Novara: Fontana, Morganella, Lisuzzo, Ludi (60′ Centurioni), Gemiti; Marianini (80’ Rubino), Porcari, Rigoni, Motta (80’ Pinardi), Gonzalez, Bertani. Allenatore: Tesser.
Dopo i primi minuti di studio il Novara accelera improvvisamente, Marianini, imbeccato sulla fascia di destra, mette un preciso traversone a centro area, Bertani sebbene francobollato da Adejo riesce ad anticiparlo, il suo colpo di testa è intercettato dal braccio del difensore reggino che ne modifica in maniera determinante la traiettoria sorprendendo Puggioni, il quale, nonostante la palla gli caramboli addosso non può impedire che termini in rete.
Esplode il “Piola”, mentre Bertani, impazzito dalla gioia, con una corsa sfrenata va ad abbracciare tutta la panchina azzurra. È un gol che ha un sapore liberatorio e illude un po’ tutti che i timori della vigilia siano come d’incanto scomparsi e che il Novara acceda alla finalissima play off con una certa tranquillità.
Ma le cose non andranno esattamente come sperato. La Reggina non si scompone, riprende a orchestrare il proprio gioco secondo le disposizioni di mister Astori, cercando l’imbucata giusta per sorprendere la difesa novarese.
In casa azzurra, nonostante il vantaggio, serpeggia un certo nervosismo, soprattutto la difesa non appare così sicura come in altre occasioni, forse l’assenza di Ujkani (impegnato con la nazionale albanese) si fa sentire. Il sostituto Fontana, pur non commettendo gravi errori, evidentemente non infonde nel reparto quella fiducia che il suo collega titolare abitualmente trasmette ai compagni.
Poco prima della mezz’ora, Tedesco con un preciso lancio da metà campo pesca sulla fascia di destra Castiglia, il quale indirizza di testa il pallone al centro dell’area per il liberissimo Campagnacci, Ludi con molto mestiere salva alla disperata, permettendo al pallone di giungere innocuo tra le braccia di Fontana. Timide proteste reggine nei confronti dell’arbitro, in verità del solo Campagnacci, ma l’intervento di Ludi è assolutamente regolare.
È un campanello d’allarme che toglie ancor più tranquillità agli azzurri, cosicché, quattro minuti più tardi su cross dalla sinistra di Rizzato, Bonazzoli con un perfetto colpo di testa manda il pallone nell’angolino alla sinistra di Fontana rimettendo in parità le sorti dell’incontro 1-1. Doccia gelata per il pubblico novarese e questa fa sicuramente più male di quelle temporalesche che di tanto in tanto si abbattono sul “Piola”. La Reggina sfrutta il buon momento e pochi minuti dopo, Rizzato, si avventa su un cross proveniente da destra e da buona posizione calcia a lato.
Il Novara reagisce da grande squadra qual è, rendendosi nuovamente pericoloso nel finale di tempo; è ancora Marianini, come in occasione del gol, a servire Bertani a centro area, questi, spalle alla porta, stoppa il pallone e con una fulminea girata costringe Puggioni a un grande intervento.
Allo scadere gli azzurri confezionano una nuova palla gol, Gemiti sulla fascia sinistra non trovando avversari avanza tutto solo, entra in area e sferra un gran tiro, Puggioni para ma non trattiene, sulla palla, si avventa l’indemoniato Bertani, sta per insaccare il più facile dei gol, quando Costa in un disperato quanto preciso intervento in scivolata manda il pallone in calcio d’angolo.
Tifosi e giocatori azzurri si disperano, sarebbe stato il gol che avrebbe indirizzato la partita nella direzione auspicata; invece, ci sarà ancora terribilmente da soffrire. Tommasi non fa neppure battere l’angolo e manda tutti negli spogliatoi. In partite di questo genere è quasi superfluo fare un’analisi tecnica di quanto si è visto in campo. Sono sfide giocate più sulla tensione nervosa che sui valori reali delle squadre, tuttavia, il Novara ha mostrato di esserci, anche se sente forse eccessivamente il peso della posta in palio.
Con queste premesse, l’intervallo dei tifosi ma anche dei giocatori azzurri, non trascorre sicuramente sereno, anche se con il risultato sinora maturato è ancora il Novara ad accedere alla finale. La ripresa inizia con le due squadre ancora più contratte, consapevoli che ogni errore o distrazione potrebbe essere fatale, la tensione è palpabile ovunque.
Per parecchi minuti non succede praticamente nulla, poi con un’improvvisa accelerazione è la Reggina a rendersi pericolosa con Campagnacci; servito sulla corsia di destra, salta Morganella, entra in area ma conclude alto sopra la traversa. Il pericolo scuote il Novara, Gemiti sempre dalla sua fascia di competenza mette a centro area un preciso traversone, sul quale si avventa tutto solo in tuffo di testa Marianini. Sembra gol, ma il centrocampista azzurro spedisce il pallone di poco sopra la traversa, tra il rammarico degli sportivi novaresi.
Si arriva così senza ulteriori sussulti alla mezz’ora, passaggio filtrante di Sarno che intercettato da Porcari, finisce tra i piedi di Bonazzoli, questi non ci pensa due volte e dal limite dell’area lascia partire un’improvvisa bordata di sinistro che non lascia scampo a Fontana; Reggina in vantaggio 2-1 in uno stadio improvvisamente ammutolito.
Un gol che cambia radicalmente lo scenario ora sono i calabresi ad avere in tasca il pass per la finale. I tifosi azzurri non hanno neppure il tempo di metabolizzare quanto accaduto che su di loro si abbatte un’altra mazzata. Bertani, già a centro campo per riprendere il gioco, viene a contatto con Tedesco, i due si affrontano testa contro testa, improvvisamente il giocatore reggino stramazza al suolo e l’arbitro estrae immediatamente il cartellino rosso nei confronti di Bertani.

Pare proprio finita, sotto di un gol, con un uomo in meno, oltretutto senza il giocatore sin qui più pericoloso, sembra proprio che i cattivi presagi della vigilia si stiano materializzando. Ma l’espulsione di Bertani provoca un parapiglia a centrocampo, volano parole grosse e qualche colpo, finché Colombo con uno spintone butta a terra Motta proprio sotto gli occhi di Tommasi che estrae il secondo cartellino giallo e conseguentemente il rosso anche nei confronti del giocatore calabrese.
Si è ristabilita perlomeno la parità numerica, anche se, senza Bertani che sin qui era stato un’autentica spina nel fianco nella retroguardia reggina, recuperare il risultato appare impresa tutt’altro che semplice. Riprende il gioco e riprende anche a piovere copiosamente ma questa non è sicuramente la cosa peggiore per i tifosi azzurri. Il Novara tenta di portare pericoli alla porta difesa da Puggioni ma la squadra è sicuramente scioccata dal gol subito e stanca fisicamente, inoltre non ha più riferimenti offensivi, il solo Gonzalez là davanti può far ben poco per creare difficoltà alla squadra amaranto.
Tesser per dare incisività alla manovra e avere un terminale offensivo effettua un doppio cambio, fuori Motta e Marianini, dentro Rubino e Pinardi; l’ingresso del bomber barese è agli occhi di tutti l’ancora di salvezza per raddrizzare la partita, viste le sue doti nel gioco aereo. Contromossa immediata di Atzori che inserisce il difensore Cosenza al posto di Campagnacci, l’ex novarese va ad occupare la zona di competenza dell’espulso Colombo.

Tesser raccomanda ai suoi di effettuare più cross possibili nella speranza che il nuovo entrato indovini il colpo di testa vincente ma, nel generoso tentativo di assaltare l’area avversaria, gli azzurri inevitabilmente si scoprono. La squadra, complice anche la fatica, si allunga permettendo alla Reggina di operare pericolosamente in contropiede.
Su uno di questi, Sarno ricevuta palla spalla alla porta, serve di tacco l’accorrente Adajo, il quale tira prontamente sul palo più vicino, Fontana è ben piazzato e si salva in angolo. Pochi minuti dopo gli amaranto hanno la grande occasione per chiudere la partita ma soprattutto il discorso qualificazione. È ancora Sarno defilato sul settore di sinistra che servito da Bonazzoli, si presenta tutto solo in area, Fontana gli si fa incontro, il giocatore reggino, anziché servire i compagni liberi al centro dell’area, decide di calciare in porta, il tiro è forte ma abbastanza centrale, il portiere novarese si salva in qualche modo, poi Centurioni spazza l’area.
Nel calcio si usa dire “gol sbagliato gol subito” e non è solo un modo di dire, molte volte è anche una spietata verità. Il Novara attacca disperatamente buttando cross nel cuore della difesa calabrese alla ricerca dell’inzuccata giusta di Rubino. Ma i reggini lo sanno e rispingono sistematicamente ogni pallone.
Quando le lancette del cronometro stanno percorrendo l’ultimo giro del tempo regolamentare, Gemiti manda in mezzo all’area amaranto l’ennesimo traversone, Acerbi svetta di testa in anticipo su Rubino e respinge poco fuori dall’area, sul pallone si avventa in perfetta coordinazione Rigoni, il suo tiro di destro, di collo pieno, potente e preciso, disegna una traiettoria imparabile che scende giusto in tempo per infilarsi sotto la traversa dell’incolpevole Puggioni. Apoteosi!


Lo stadio esplode in un boato di gioia che sa tanto di liberazione, le scene sfrenate di entusiasmo, sia in campo che sugli spalti, sono forse più legate alla seconda emozione e spazzano via quell’angoscia che da alcuni minuti pervadeva l’animo del popolo azzurro. Un’esultanza così intensa ed appassionata probabilmente a Novara nessuno la ricorda.
Quando si riparte il quarto ufficiale di gara segnala 5 minuti di recupero, ma ormai la partita è segnata, la Reggina, non ha più la forza per accennare una reazione, inoltre la stanchezza dopo un incontro così intenso, sotto tutti i profili, si fa sentire, il Novara dal canto suo controlla il gioco facendo trascorrere i secondi, tenendo il pallone ben lontano dalla propria area di rigore.
Al termine del recupero quando Tommasi fischia la fine dell’incontro sancendo il risultato di 2-2, il “Piola” riesplode di nuovo, questa volta in un urlo di gioia. Una qualificazione meritata e ostinatamente cercata sino alla fine, anche quando ormai tutto pareva perduto.
Dopo una serata zeppa di emozioni con un finale al cardiopalma, il Novara si giocherà la finale play off per la promozione in serie A contro il Padova che nell’altra semifinale ha estromesso il favorito Varese. Il sogno continua!!