novara – padova 2-0
12 giugno 2011 – Dopo 55 anni è di nuovo serie A!!!
Il 12 giugno 2011 per il Novara e i suoi tifosi è il giorno dell’appuntamento con la storia, un giorno atteso da ben 55 anni e al quale nessuno vuole mancare. La caccia al biglietto, iniziata immediatamente dopo il match d’andata, ha fatto sì che i circa undicimila tagliandi disponibili siano andati esauriti in poche ore.
Le gradinate del “Piola” sono prese d’assalto già alcune ore prima dell’inizio dell’incontro, l’aria che si respira all’interno dello stadio è di euforia, pronta a esplodere in una gioia sfrenata non appena il triplice fischio finale. La serie A è ad un passo.

Che il Novara sia favorito non è opinione solamente dei tifosi azzurri, dopo la partita d’andata (terminata 0-0) un po’ tutti gli addetti ai lavori concordano nel ritenerlo probabile vincitore. All’Euganeo, nonostante le pesanti assenze di Bertani, Morganella e Ludi (tutti squalificati), il Novara aveva dato prova di essere in pieno controllo della situazione, contenendo senza difficoltà gli sterili attacchi di un Padova apparso stanco e con poche idee. I sostituti si erano dimostrati all’altezza della situazione, con uno strepitoso Coubronne che aveva letteralmente annullato l’astro nascente del calcio italiano, il piccolo faraone El Shaarawy.
Finiti i preamboli, entriamo nel vivo della magica notte del “Silvio Piola”. Le squadre fanno il loro ingresso sul terreno di gioco accolte da una scenografica “sciarpata azzurra” che coinvolge tutti i settori dello stadio riservati ai novaresi, il colpo d’occhio è straordinario, lo stadio, colorato di bianco e azzurro diventa immediatamente una bolgia, l’urlo “Novara – Novara” sale assordante in un’atmosfera da brividi. In questo clima il Novara è già in vantaggio prima del fischio d’inizio!
L’ora fatidica è arrivata, tutto è pronto per il calcio d’inizio, l’arbitro Guida di Torre Annunziata controlla gli ultimi dettagli, cenno d’intesa con i propri collaboratori, dopodiché fischia, è iniziata la finale di ritorno dei play off per la promozione in serie A, molti tifosi azzurri mai avrebbero immaginato di vivere una simile emozione.
Non vi sono sorprese nei due schieramenti, le squadre partono con le formazioni annunciate alla vigilia.
Novara: Ujkani, Morganella, Lisuzzo, Ludi, Gemiti, Porcari, Marianini, Rigoni (dal 38’ s.t. Rubino), Motta (dal 32’ s.t. Centurioni), Gonzalez (dal 9’ s.t. Drascek), Bertani. Allenatore Tesser.
Padova: Cano, Crespo, Cesar, Legati, Renzetti, Bovo, Italiano, Cuffa (dal 29’ s.t. Dramè), De Paula, Vantaggiato (dal 21’ s.t. Di Nardo), El Shaarawy (dal 17’ p.t. Trevisan). Allenatore Dal Canto.

Il Novara, sospinto dal proprio pubblico parte forte, convinto dei propri mezzi e deciso a chiudere ogni discorso promozione il prima possibile, già dopo 3 minuti crea la prima occasione da gol. Bertani prende palla a centro campo, scambio in velocità con il gemello Gonzalez e va prontamente al tiro, la conclusione risulta centrale e Cano para a terra. È sicuramente un segnale importante che dà immediatamente l’idea della determinazione con la quale gli azzurri sono scesi in campo.
Il Novara non dà tregua e continua a pigiare sull’acceleratore sostenuto dall’incitamento dei propri tifosi; pochi minuti dopo Motta batte corto un calcio d’angolo servendo Bertani, questi dal settore di sinistra dopo una serie di finte trova il passaggio filtrante rasoterra all’interno dell’area di rigore, dove irrompe Rigoni, la sua conclusione di esterno sinistro è parata miracolosamente da Cano. Tutto inutile, il guardalinee ha pizzicato Rigoni in millimetrico fuorigioco ma questo è solo un dettaglio, è un Novara preponderante in ogni settore del campo, il gol è nell’aria.
Allo scoccare del quarto d’ora l’episodio chiave dell’incontro, l’ennesimo scambio in velocità Bertani – Gonzalez, permette a quest’ultimo, con uno scatto bruciante, di eludere la difesa avversaria e presentarsi praticamente solo davanti a Cano, il solo Cesar cerca disperatamente di contrastare l’argentino, riesce anche a intercettare il pallone ma l’attaccante novarese è lesto ad allungarselo in profondità, al difensore veneto non resta che placcare platealmente Gonzalez poco prima dell’ingresso in area di rigore, l’arbitro Guida fischia la punizione e, trattandosi di chiara occasione da gol, estrae il cartellino rosso nei confronti di Cesar.
Per il Padova è sicuramente un duro colpo, costretto a vincere la partita ad ogni costo, da ora in poi dovrà cercare di farlo con un giocatore in meno, oltretutto contro un avversario che fino a questo momento gli è stato nettamente superiore in tutto. Sulla panchina padovana c’è movimento, l’allenatore Dal Canto sta cercando di correre ai ripari per ovviare alla mancanza di un difensore centrale. Intanto i biancoscudati stanno predisponendo la barriera ancora frastornati da quanto appena accaduto, il più disorientato di tutti è sicuramente il portiere Cano, che, dopo aver sistemato i compagni in barriera va a posizionarsi dietro la stessa.
Gonzalez non si lascia scappare l’occasione, tiro potente proprio nell’angolo lasciato sguarnito da Cano che neppure vede il bolide scagliato dall’argentino se non quando ha gonfiato la rete. Il Piola esplode colorandosi di azzurro, la gioia per questo gol diventa certezza del traguardo raggiunto, tutta la panchina novarese corre in campo ad abbracciare Gonzalez.

Sull’altro fronte lo scoramento è totale, due mazzate tremende in pochi secondi hanno praticamente già fatto svanire le speranze, in verità non moltissime, di acciuffare la serie A, anche se c’è ancora tanto da giocare. L’allenatore Dal Canto, effettua una sostituzione che, se da un punto di vista tattico può essere plausibile, nel contesto attuale appare come una resa. Per colmare il posto lasciato libero dall’espulso Cesar dentro il difensore Trevisan e fuori il gioiellino El Shaarawy.
Con il Novara avanti nel punteggio il ritmo forsennato del primo quarto d’ora si placa, gli azzurri saggiamente adottano una tattica più accorta; tuttavia, mantengono saldamente in pugno le redini del gioco, non disdegnando di creare nuovi grattacapi alla traballante retroguardia patavina. Alla mezz’ora Rigoni riceve palla tra le linee e serve in profondità Gonzalez, l’argentino sguscia nuovamente tra le maglie degli smarriti difensori veneti, si presenta tutto solo in area ma il suo tiro viene stoppato da Legati in disperata scivolata.
Anche nell’ultima parte del tempo il Novara pur non creando altre grosse occasioni colleziona una serie di calci d’angolo che tengono costantemente sotto pressione il Padova. Quando l’arbitro fischia la fine del primo tempo il “Piola” esplode in un boato che sa di preludio a quanto accadrà di lì a un’ora, intanto i giocatori azzurri lasciano il terreno di gioco sommersi dagli scroscianti e convinti applausi dei propri tifosi.
Il Novara ha letteralmente dominato in lungo e in largo il primo tempo, creando, oltre al gol realizzato, parecchie altre occasioni da rete, al contrario il Padova, ridotto in 10 uomini dall’espulsione di Cesar, non si è mai presentato dalle parti di Ujkani che è risultato inoperoso per tutta la prima frazione di gioco.
All’opposto di una settimana addietro, sulle gradinate l’intervallo scorre in un clima sereno e rilassato ma, poiché un briciolo di scaramanzia non guasta, non ancora euforico, anche se ormai nessuno ha più dubbi sull’esito finale di questo play off. Per tutti è iniziato il conto alla rovescia che porterà all’apoteosi, solo una manciata di minuti separano il Novara dal trionfo.
Nel secondo tempo ci si aspetta la reazione del Padova, ma non vi è traccia, con il passare dei minuti è evidente che la squadra veneta non ha la forza per mettere in difficoltà gli azzurri, che dal canto loro si limitano a gestire l’incontro in modo accorto, senza concedere alcunché agli avversari.
Sugli spalti, intanto, il clima si fa festoso ma Tesser non si lascia distrarre, non vuole assolutamente correre rischi, sostituisce Gonzales con Drascek, centrocampista dalle caratteristiche difensive. Per vedere un’azione degna di nota del Padova bisogna attendere la metà del secondo tempo, Renzetti sulla corsia di sinistra vince un rimpallo su Morganella, entra in area, supera Lisuzzo con un tunnel e si presenta in posizione estremamente defilata solo davanti a Ujkani, il portiere azzurro gli esce prontamente incontro costringendo l’improvvisato attaccante biancoscudato ad affrettare il tiro, la conclusione finisce abbondantemente sopra la traversa.
I tifosi azzurri non hanno neppure il tempo di preoccuparsi del pericolo corso che il Novara chiude i conti, Morganella serve in profondità Bertani il quale magistralmente fa velo lasciando scorrere per l’accorrente Rigoni, che finta di accentrarsi viceversa si sposta repentinamente sulla destra e appena entrato in area scocca un tiro a incrociare che va a infilarsi nell’angolino alla sinistra del portiere Cano che nonostante il disperato tentativo di parata non può impedire che la palla termini in rete, 2-0 per il Novara.
Sul campionato di serie B 2010-11 cala il sipario, in questo preciso momento è stato emesso l’ultimo verdetto della stagione, il Novara, insieme a Siena e Atalanta, è promosso in Serie A. Quello che succede al gol di Rigoni è impossibile da descrivere, scene di gioia ed entusiasmo incontenibili. In campo giocatori, tecnici e dirigenti sono tutti sul terreno di gioco ad abbracciarsi.
Sulle tribune si assiste a scene simili, persone che neppure si conoscono fanno festa e si abbracciano tra loro, tutti accumunati nell’esultanza per la grande impresa compiuta dagli azzurri. Atmosfera incredibile che si protrae per alcuni minuti in uno stadio completamente azzurro che grida in coro “serie A – serie A”. Alla ripresa del gioco la partita è svuotata di ogni contenuto, anche se mancano ancora venti minuti entrambe le squadre attendono solo il fischio finale, ovviamente con uno stato d’animo diametralmente opposto.
Sugli spalti ormai è iniziata la festa, tutto il pubblico sta saltando e sventolando vessilli azzurri d’ogni genere, Tesser blinda ancor di più la difesa, fuori Motta, giocatore dai piedi raffinati con spiccate qualità offensive e dentro Centurioni, un difensore centrale. Successivamente c’è spazio anche per Rubino al posto di Rigoni che esce sommerso da un’ovazione.
La partita non offre più alcuna emozione, ma ai tifosi novaresi va bene così, gli unici sussulti sono procurati del portiere di riserva Fontana, il quale sale improvvisamente in piedi sulla copertura della panchina azzurra esultando e incitando il pubblico della tribuna e del rettilineo a fare altrettanto. Questi, divertiti dall’inaspettato fuori programma, lo seguono di buon grado e per alcuni minuti si assiste a un divertente siparietto.

Dopo i canonici 3 minuti di recupero, Guida emette il triplice fischio, il Novara è ufficialmente in serie A!
Fortunatamente questo play off, nonostante qualche brivido di troppo, non ha riservato sorprese, forse mai come in questa occasione è giusto così, per quanto mostrato nell’arco di tutta la stagione, il Novara ha strameritato la serie A.

Fontana, ancora in piedi sulla copertura della panchina chiama nuovamente a raccolta tutto il pubblico novarese dando il via ai festeggiamenti. In campo tutti, giocatori e tecnici, uniti in un unico abbraccio sotto la curva nord, con un Tesser fradicio per la tradizionale secchiata d’acqua versatagli in testa dopo il fischio finale.

I giocatori azzurri fanno il giro del campo acclamati dai propri tifosi festanti, nessuno sugli spalti ha lasciato il proprio posto, tutti vogliono immortalare questo storico indimenticabile momento per poter dire “Io c’ero”. Qualcuno non più giovanissimo ricorda con un velo di commozione che in tempi remoti (55 anni or sono) aveva già assistito alle imprese del Novara in serie A, ma questa è tutta un’altra emozione.

Intanto dalla città giungono i primi echi dei festeggiamenti, i tifosi che non sono riusciti ad acquistare il biglietto per entrare allo stadio, si sono già riversati nelle strade e lo strombazzare dei clacson si sente distintamente anche all’interno dello stadio che pur continua a essere una bolgia.
Tra poco tutti i tifosi si uniranno nelle vie e nelle piazze della città per festeggiare insieme, sino a notte fonda, questa fantastica promozione.

L’indomani sarà la prima alba con il Novara in serie A!!