novara – milan 1-1
7 febbraio 1954 – Sotto la neve l’ultima perla di Silvio Piola
Il 7 febbraio del 1954 è una data storica per il calcio italiano e i tifosi azzurri presenti sulle gradinate dello stadio “Comunale” di Novara, saranno i testimoni privilegiati dell’evento. In una gelida giornata invernale, Silvio Piola realizzerà l’ultimo gol della sua leggendaria carriera. Con 274 reti nella massima serie, record tuttora imbattuto e quasi 400 gol complessivi considerando tutte le competizioni (le fonti divergono sul numero esatto), Piola è il più grande cannoniere italiano di tutti i tempi.
Per il Novara aver avuto per anni tra le proprie fila un autentico mostro sacro del calcio italiano, che con le sue prodezze ha portato in alto il nome della squadra azzurra, rendendola popolare in tutta Italia, non può che essere motivo di fierezza e orgoglio. Per ricordare la grandezza del campione e i lusinghieri risultati ottenuti dal Novara in quel periodo, la città gli ha intitolato lo stadio che ancor oggi porta il suo nome.


Torniamo all’importante partita odierna, si gioca la diciannovesima giornata di campionato e il Milan arriva a Novara con l’obbligo di vincere, trovandosi in quarta posizione dietro Inter, Fiorentina e Juventus con un distacco di 5 punti dalla vetta, non può permettersi alcun passo falso perché ciò significherebbe l’addio anticipato ai sogni scudetto. Il Novara dal canto suo veleggia a metà classifica e può vantare un rassicurante margine di 5 punti sulla zona retrocessione (allora per la vittoria venivano assegnati 2 punti) ma guai ad abbassare la guardia, il campionato è ancora lungo, basta qualche distrazione per ritrovarsi invischiati nelle zone basse della classifica.
Con queste premesse le squadre si presentano all’appuntamento domenicale decise a darsi battaglia per continuare a rincorrere i propri obbiettivi. Nonostante i rigori invernali 7.000 irriducibili affollano gli spalti del “Comunale”, non lo sanno ma, come detto, saranno testimoni di una giornata che entrerà nella storia, vedranno con i loro occhi l’ultima magia di Silvio Piola.
Il terreno di gioco si presenta completamente ricoperto da un sottile strato di neve, ghiacciatasi a causa delle temperature oltremodo rigide ma la regolarità della partita non è in discussione. Prima dell’inizio si verifica un piccolo giallo, con i giocatori fuori dal sottopassaggio e pronti a fare il loro ingresso in campo, l’arbitro li richiama negli spogliatoi, tra lo sconcerto degli spettatori. Sulle tribune ci si domanda il perché di questo imprevisto dietrofront ma nessuno sa dare una spiegazione plausibile, si formulano le ipotesi più disparate ma non essendoci alcuna comunicazione ufficiale dagli altoparlanti, si vive un clima di smarrimento generale. Dopo 15 minuti di snervante attesa, finalmente i giocatori fanno ritorno sul terreno di gioco pronti a disputare regolarmente la partita.
La ragione di quanto accaduto sarà chiarita al termine dell’incontro. Il capitano rossonero Tognon, ha scorto il giocatore novarese Feccia con i chiodi sotto la suola delle scarpe non ribattuti completamente come invece prescrive il regolamento, informato immediatamente l’arbitro dell’irregolarità, questi si vedeva costretto a far rientrare tutti negli spogliatoi. Così mentre Feccia metteva a norma i propri scarpini, i capitani Piola e Tognon verificavano la regolarità di quelli degli altri giocatori. Da una squadra di questa caratura non ci si aspettava una pignoleria così pedante sui cavilli regolamentari e ciò ha generato inevitabilmente un clima di tensione tra i componenti delle due squadre.
Finalmente le squadre agli ordini dell’arbitro Agnolin (omonimo del celebre fischietto degli anni ’80) di Bassano del Grappa possono dare inizio alla contesa e si schierano nelle seguenti formazioni:
Novara: Lena, Pombia, Miglioli, Feccia, Molina, Baira, Renica, Colombi, Piola, Passarin, Savioni.
Milan. Buffon, Pedroni, Zagatti, Bergamaschi, Tognon, Piccinini, Longoni, Soerensen, Nordhal, Liedholm, Frignani.
Si inizia in un’atmosfera carica di elettricità che però fortunatamente si stempera subito, già dalle prime battute il Novara appare più pimpante e sicuramente più a suo agio sul terreno ghiacciato rispetto all’avversario che fatica a trovare le giuste misure, evidentemente il problema non stava nei chiodi sporgenti sotto gli scarpini. Gli azzurri giocano in velocità e mettono in apprensione la retroguardia milanese, i rossoneri cercano di sviluppare il loro tradizionale gioco ma la loro manovra risulta lenta e prevedibile, ancorché imprecisa.
Con il passare dei minuti appare evidente che è il Novara a fare la partita, il Milan si fa vedere in avanti con sporadici contropiedi, in uno di questi, Nordhal servito da Liedholm va al tiro e segna ma l’arbitro annulla per fuorigioco, sarà l’unico acuto del pompiere svedese. I continui attacchi azzurri si concretizzano in un gran tiro di Colombi che chiama ad un grande intervento Buffon (Lorenzo, zio del celebre Gigi Campione del Mondo 2006), costretto a salvarsi in angolo.
Nel finale di tempo si rivede anche il Milan, è Frignani a impensierire Lena ma il suo tiro viene alzato in corner dal quasi esordiente portierino azzurro.
Termina così un primo tempo avaro di emozioni, sicuramente ben giocato dal Novara con un Piola molto mobile che ha svariato su tutto il fronte offensivo tenendo in apprensione la retroguardia rossonera.
Agli azzurri è mancata un po’ di concretezza, dalla mole di gioco prodotto è scaturita solo una grande occasione da gol.
Per contro la prestazione del Milan è stata sin qui deludente, sovrastato sul piano del gioco non è riuscito a produrre alcuna azione degna di nota, solo la difesa si è disimpegnata egregiamente contenendo bene i continui attacchi del Novara, sinceramente un po’ poco per una squadra che non fa mistero di ambire alla conquista dello scudetto.
La ripresa inizia sempre con il Novara proteso in avanti, Piola batte a sorpresa una punizione servendo Baira, tiro di prima intenzione potente e preciso, Tognon si trova sulla traiettoria e involontariamente intercetta di testa il pallone salvando la propria porta.
Si fa vedere in avanti anche il Milan, Soerensen con un preciso lancio pesca Frignani all’interno dell’area azzurra, l’attaccante rossonero non se la sente di tirare di prima intenzione cosicché Pombia con un prodigioso recupero sventa la minaccia.
È comunque sempre il Novara a dettare i ritmi, la pressione degli azzurri aumenta e, a differenza del primo tempo ora crea pericoli in serie alla difesa meneghina, che in affanno, è obbligata a ricorrere alle maniere forti e non sempre regolari, per fermare gli avanti piemontesi, anche all’interno della propria area di rigore.
Dapprima Piccinini è costretto a brancicare alla bell’e meglio Colombi lanciato a rete, il novarese cade a terra ma l’arbitro fa cenno di proseguire nonostante le vibranti proteste di giocatori e pubblico che reclamano la concessione dell’evidente calcio di rigore.
Nulla al confronto di quello che accade alcuni minuti più tardi, quando Piola lancia in profondità Savioni, questi giunto sul fondo vede sopraggiungere di gran carriera lo stesso Piola che ha seguito l’azione, lo serve con un invitante passaggio all’altezza dell’area piccola, il centravanti azzurro viene visibilmente strattonato da Tognon e Bergamaschi ma resiste e mentre sta per divincolarsi dalle morbose attenzioni dei difensori rossoneri, Bergamaschi senza troppi complimenti lo atterra platealmente a non più di 2 metri da Buffon. Anche questa volta Agnolin, nonostante sia ben posizionato, tra lo sconcerto generale fa incredibilmente proseguire, sconcerto che immediatamente si tramuta in rabbia, il pubblico è inviperito e protesta vigorosamente. Proteste che sfociano nel coro irridente: “Pera – Pera”, paragonando il direttore di gara all’arbitro fiorentino che alcuni anni addietro in un Roma – Novara si era reso protagonista di una direzione di gara sfacciatamente faziosa a favore dei capitolini, a seguito del ricorso del Novara ci furono provvedimenti clamorosi che posero fine alla sua carriera.
Decisioni che creano nervosismo tra le fila azzurre, cosicchè il Diavolo ne approfitta e in azione di contropiede Frignani fugge sulla sinistra, mette un pericoloso traversone al centro dell’area, Nordhal lascia passare il pallone traendo in inganno la retroguardia avversaria e favorendo il compagno Longoni che indisturbato mette in gol ma Agnolin, che peraltro ha fermato il gioco prima che il milanista scoccasse il tiro vincente, annulla per un fuorigioco di posizione di Soerensen (allora il fuorigioco attivo o passivo non era disciplinato in modo ferreo come ai giorni nostri ma lasciato alla discrezionalità dell’arbitro).
Il Novara ha evitato la beffa ma ora è il Milan che insiste alla ricerca del gol, Longoni centra dalla destra per Frignani il quale calcia di prima intenzione, Lena è ben piazzato e devia in angolo.
Sul susseguente corner Baira svetta di testa e libera l’area, la palla finisce a Bergamaschi che calcia prontamente in porta, il tiro non è irresistibile ma la palla passa tra una selva di gambe e deviata da Baira beffa Lena, il Milan, quando mancano 20 minuti al termine, è sorprendentemente in vantaggio.

Il Novara non ci sta e dopo alcuni comprensibili istanti di scoramento riparte all’attacco alla ricerca del più che meritato pareggio, sorretto dall’incitamento dei propri tifosi che capito il momento si stringono vicino ai propri giocatori.
Al 28° minuto Passarin scende palla al piede sulla corsia di destra, supera in dribbling Bergamaschi e calibra un preciso cross al centro dell’area, Colombi di testa intelligentemente prolunga la traiettoria del pallone sul quale si avventa come un falco Piola, nonostante la sua non più verde età, brucia sullo scatto i difensori Tognon e Pedroni e con la punta del piede anticipa anche il portiere Buffon realizzando il gol dell’immediato pareggio. A 40 anni e 4 mesi Silvio Piola regala agli sportivi italiani e soprattutto a quelli novaresi l’ultima perla della sua fantastica carriera.

Per i tifosi azzurri presenti quel giorno al “Comunale” resta il privilegio di essere stati testimoni dell’ultimo gol realizzato dal più grande cannoniere italiano di tutti i tempi. Ma non c’è spazio per la magniloquenza, la partita è tutt’altro che conclusa, soprattutto per merito del Novara che non si accontenta dell’1-1 e spinge sull’acceleratore alla ricerca della vittoria. Gli azzurri cingono d’assedio l’area milanese procurandosi nel finale alcune clamorose occasioni da gol.
All’85° minuto lancio dalle retrovie per Savioni, il giovane attaccante si inserisce alla perfezione, è tutto solo davanti a Buffon che con una prodigiosa uscita riesce a respingere il tiro, la palla finisce a Colombi che calcia prontamente nella porta sguarnita, Tognon salva quasi sulla linea, raccoglie Piola ma la sua conclusione è incredibilmente parata da Buffon, che nonostante sia ancora abbondantemente fuori dai pali, riesce con un gran balzo a deviare il pallone, poi Pedroni allontana definitivamente la minaccia.
Proprio allo scadere è nuovamente un indemoniato Piola a mettere i brividi ai rossoneri, sfiorando la storica doppietta. Cross di Colombi il centravanti azzurro uncina al volo la sfera, resiste alla carica di Tognon e pur cadendo calcia in mezza rovesciata, la palla esce di un niente, con Buffon e tutto il pubblico immobili ad ammirare il meraviglioso gesto tecnico del bomber azzurro.
È l’ultima emozione dell’incontro che termina con il risultato di 1-1, gli azzurri escono tra gli applausi convinti del proprio pubblico, entusiasta della bella prestazione odierna, con un Piola superlativo che oltre al gol realizzato ha mostrato giocate sopraffine che solo i grandi campioni sono in grado compiere. Resta un pizzico di rammarico per le tante occasioni sfumate di un soffio e per qualche decisione arbitrale discutibile ma un punto contro una grande squadra come il Milan va sempre accettato di buon grado, anche perché comunque importante in ottica salvezza.
Per Silvio Piola questa entusiasmante giornata è il canto del cigno, gli acciacchi dell’età non risparmiano neppure i grandi campioni e anche per il più prolifico goleador del calcio italiano è giunto il momento di appendere le scarpe al chiodo. Momento che arriverà un mese dopo, sempre al “Comunale” di Via Alcarotti, contro l’Atalanta. È il 7 marzo 1954, al fischio finale dell’arbitro Silvio Piola lascerà per sempre il terreno di gioco e imboccando il sottopassaggio entrerà nella leggenda, con lui ci entrerà un po’ anche il Novara.