novara – biellese 2-2
14 marzo 1965 – Bramati pareggia al 90′ e parte la rincorsa alla promozione in B
Mancano 9 giornate al termine del campionato di serie C, il calendario propone il big-match Novara e Biellese, seconda contro prima. Il Novara, dopo una stagione travolgente, quando sembrava avesse ormai stroncato le velleità di tutti gli avversari, ha inaspettatamente rallentato la marcia anche a causa di alcuni infortuni, tra cui quello del centravanti Milanesi. Gli azzurri sono incappati in qualche battuta d’arresto inaspettata e i lanieri, sornioni, ne hanno approfittato, portandosi addirittura in testa alla classifica con un punto di vantaggio.
Ora le due squadre si troveranno di fronte, in palio non c’è solo il primato in classifica, il risultato è fondamentale anche da un punto di vista psicologico, probabilmente questa partita vale l’intero campionato. Non solo la tifoseria, ma un po’ tutta la città è in fermento, col passare dei giorni l’attesa diventa spasmodica: per le strade, nei bar, dal parrucchiere, allora abituale ritrovo di sportivi, non si parla d’altro.
In questo clima la squadra non può non sentire l’importanza della partita, la pressione che grava sulle spalle di tutti i calciatori azzurri è enorme e cresce allenamento dopo allenamento, la tensione nervosa è alle stelle, molti (compresi tanti tifosi) la notte precedente la partita non chiudono occhio. Finalmente è arrivata domenica 14 marzo, il Comunale presenta un fantastico colpo d’occhio, 13.000 spettatori trepidanti (tantissimi se si tiene conto che la città a quel tempo contava circa 75.000 abitanti) attendono fiduciosi una grande prestazione degli azzurri.

Le squadre, agli ordini dell’arbitro, sig. Toselli di Cormons, scendono in campo in queste formazioni:
Novara: Lena, Volpati, Miazza, Canto, Udovicich, Testa, Gavinelli, Pereni, Cei, Mascheroni, Bramati.
Biellese: Tonoli, Gargiola, Mancini, Lastrucci, Baldi, Nobili, Cugnolio, Camporini, Magheri, Brigo Ninni.
L’attesa è finita, l’arbitro da inizio alle ostilità. Gli azzurri non deludono le speranze dei propri sostenitori, partono all’assalto della porta bianconera mettendo subito sotto pressione il reparto arretrato ospite, il quale scricchiola più volte, ma grazie soprattutto alla giornata di grazia del portiere Tonoli, riesce temporaneamente a reggere l’urto.
I biellesi, sorpresi dall’inizio veemente degli azzurri, non riescono a imbastire alcuna trama offensiva di gioco, devono limitarsi, loro malgrado, a rinchiudersi nella propria metà campo e difendersi affannosamente come meglio possono.
Dopo un quarto d’ora, Gavinelli fugge sulla fascia destra, salta in velocità il diretto avversario Mancini, giunto sul fondo mette in mezzo il suo proverbiale cross. Gavinelli è uno specialista nei traversoni in corsa e Bramati lo sa, quando vede partire il cross capisce che è il momento buono, parte in anticipo sul marcatore diretto Lastrucci, che intuendo di essere irrimediabilmente superato, cerca disperatamente di trattenerlo in qualche modo, ma nulla può fermare Bramati, che, a discapito della sua stazza fisica, stacca imperiosamente di testa, impatta alla perfezione il pallone, per il pur bravo Tonoli non c’è scampo, può solo accennare alla parata ma non impedire che il pallone termini in rete.

Il Comunale esplode, è un’euforia generale che coinvolge tutti quanti, anche quelli solitamente più compassati. Il Novara è meritatamente in vantaggio, il gol è la logica conseguenza dello strapotere di gioco espresso fino a quel momento. Gli azzurri, sulle ali dell’entusiasmo, continuano ad attaccare veementemente alla ricerca del gol del raddoppio. Un po’ per imprecisione, un po’ per mancanza di concretezza sotto porta, ma soprattutto per le parate di uno strepitoso Tonoli, che salva a più riprese i suoi dal tracollo, il raddoppio non arriva.
Si va al riposo con il Novara in vantaggio per 1-0, vantaggio risicato, rispetto al dominio mostrato e alle occasioni da gol sfumate per un soffio. L’aria che si respira, tra i giocatori azzurri e il pubblico, è di grande soddisfazione per la prestazione, tuttavia, un velo di preoccupazione serpeggia negli animi; il vantaggio è esiguo, la Biellese è ancora in partita e nella ripresa un episodio sfavorevole potrebbe essere pagare a caro prezzo.
La ripresa inizia sulla falsariga del primo tempo, con il Novara costantemente all’attacco seppur in modo meno frenetico e più ragionato e la Biellese sempre sulla difensiva, più preoccupata di distruggere, che a imbastire qualche trama offensiva.
Il tempo passa e sugli spalti si inizia a pregustare la gioia della vittoria ma la partita non è ancora finita. Quando mancano 20 minuti al termine la Biellese opera un’azione di alleggerimento, un lungo lancio nell’area novarese trova tutto solo l’attaccante bianconero Magheri in evidente posizione di fuorigioco, posizione irregolare per tutti, senza ombra di dubbio, ma l’arbitro inspiegabilmente non fischia il fuorigioco, anche perché il suo assistente lo guarda e non alza la bandierina, Magheri, stupito anch’esso come tutti i giocatori, anzi tutto lo stadio, deposita tranquillamente la palla in rete, il portiere Lena non accenna neppure alla parata, convinto di riprendere il gioco con una punizione a proprio favore ma l’arbitro Toselli convalida la rete, 1-1!!
Dopo alcuni istanti di comprensibile sbigottimento, tutti i giocatori azzurri si avventano sull’arbitro, accerchiandolo e protestando in modo vibrato. Anche il pubblico è inferocito, la rete di recinzione che delimita il rettangolo di gioco oscilla pericolosamente sotto la pressione dei 13.000 che si sentono vittima di una grandissima ingiustizia, la forza pubblica riesce a stento a contenere la furia dei tifosi, ma anche l’arbitro e i suoi collaboratori faticano, e non poco, a divincolarsi dall’abbraccio non proprio affettuoso, dei giocatori e dello staff novarese.
Riportata a fatica la calma, in campo e fuori, si riprende. Si riprende, ma in condizioni molto particolari, sicuramente non in un clima di serenità, la tensione e il nervosismo sono palpabili a tutti i livelli, pronti ad esplodere alla minima occasione. Ogni decisione del direttore di gara, che sia favorevole o contro il Novara, viene accolta da bordate di fischi e insulti, accompagnati da pericolose oscillazioni della rete di demarcazione, tanto per ricordare al sig. Toselli che il suo rientro in quel di Cormons non sarà proprio tranquillo.
In campo è il nervosismo a farla da padrona, gli scontri e i falli si sprecano, in una partita che fino ad allora, nonostante la posta in palio, era stata correttissima. I giocatori azzurri, consci di aver subito un torto, ripartono testardamente per riprendersi il vantaggio che si erano meritati sul campo, sia a livello di risultato, sia a livello di gioco. La grinta con la quale cercano caparbiamente il gol che li riporterebbe in vantaggio è la stessa, ma la stanchezza, il nervosismo e un po’ di frustrazione, rendono meno incisiva l’azione. Ritrovato in modo a dir poco fortunoso il pareggio, i bianconeri hanno buon gioco a rintuzzare gli attacchi azzurri e ora non disdegnano qualche interessante ripartenza.
Su una di queste, al minuto 80 succede qualcosa di incredibile che nessuno avrebbe mai immaginato solo pochi minuti prima. Con una ficcante e manovrata azione di contropiede Magheri si ritrova nuovamente solo davanti a Lena, e, con freddezza lo batte per la seconda volta. In casa novarese c’è sbalordimento e incredulità, molti impiegano alcuni istanti a capire quale atroce beffa si sta concretizzando. Ora come per incanto anche le proteste si sono placate, il secondo gol biellese ha nuovamente cambiato l’atmosfera e gli stati d’animo all’interno dello stadio, ora sul Comunale regna un silenzio spettrale.
Il Novara riparte caparbiamente con quel poco di energie che ancora gli restano e con l’unica arma che ha a disposizione, la forza della disperazione. Tutti disordinatamente in avanti alla ricerca del pareggio, quel pareggio che solo pochi minuti prima in casa azzurra era considerato un furto, ora appare come una chimera. Ai biellesi basterà resistere ancora pochi minuti, per festeggiare la virtuale promozione in serie B. Gli azzurri provano in tutti i modi raddrizzare la partita e complice la tattica attendista dei bianconeri, riescono a recapitare nell’area avversaria continui palloni che però producono solo gigantesche mischie davanti al portiere Tonoli.
Anche il pubblico dopo alcuni minuti di comprensibile smarrimento, riprende a incitare gli azzurri, ma il tempo passa inesorabilmente e il risultato non cambia, la paura che la tremenda beffa si materializzi cresce. Mancano 5 minuti al termine e sull’ennesimo traversone fatto spiovere nell’area biellese, il libero Canto, anche lui in costante proiezione offensiva, riesce dopo una serie di batti e ribatti, ad indirizzare un preciso pallonetto sotto la traversa, sulla linea di porta arriva Gargiola, il quale con un’acrobatica e spettacolare rovesciata volante toglie il pallone dalla porta, strozzando in gola l’urlo di tutto lo stadio e dei giocatori novaresi che già stavano esultando.
Il Novara indomito continua a spingere, sospinto in questo clima surreale, di frenesia, eccitazione, rabbia, ma sempre con incrollabile speranza, da tutto lo stadio, verso l’ormai disperato tentativo di pareggiare. Mancano solo 2 minuti al novantesimo, quando ancora Gavinelli, si invola sulla fascia destra, si porta sul fondo dove fa partire un cross per Bramati, lasciato inspiegabilmente solo al centro dell’area. Il bomber azzurro può colpire indisturbato di testa, sembra la stessa situazione che ha portato al gol azzurro, anche in questa occasione lo stacco di Bramati è perentorio, il pallone colpito pieno con la fronte è indirizzato sotto la traversa alla sinistra del portiere, ma questa volta Tonoli ci arriva, abbrancando in presa il pallone e bloccando ancora una volta in gola l’urlo di tutto lo stadio.
Sembra veramente finita, l’aria che si respira in questi momenti è di mestizia e impotenza, la sconfitta sembra ormai inevitabile ma in tribuna nessuno abbandona il proprio posto, si spera nel miracolo, perché il Novara non può perdere una partita, e la Serie B, in questo modo! Il novantesimo è ormai passato, l’arbitro consulta il cronometro, da un’occhiata ai guardalinee, cenno di assenso con questi, la via di fuga verso gli spogliatoi è individuata, la rabbia dei tifosi azzurri potrebbe riesplodere con conseguenze imprevedibili.
La sfera è nella metà campo novarese, tutta la Biellese è schierata rigorosamente dietro la linea della palla, il pallone è nei piedi di Canto, non sa cosa fare, nessun compagno si propone per ricevere il passaggio, allora decide di tentare un lancio lungo, è un lancio senza alcuna pretesa, centrale, lento, a spiovere, una giocata facile da rintuzzare per i difensori avversari Il difensore Lastrucci va per liberare, calciando il più lontano possibile, ma sbuccia clamorosamente il pallone che, smorzato, prosegue saltellante in area, Bramati, si avventa su quel pallone e scarica un bolide che non lascia scampo a Tonoli, lanciatosi in una disperata quanto inutile uscita, è il 2-2 ormai insperato, anche per la dinamica con cui si è concretizzato.

L’urlo liberatorio questa volta può esplodere, l’esultanza è incontenibile e la gioia per lo scampato pericolo prende il sopravvento su tutti gli altri stati d’animo che si sono succeduti vertiginosamente soprattutto negli ultimi 20 minuti. Il portiere Tonoli e lo stopper Lastrucci vengono alle mani, divisi a stento dai compagni.
La partita riprende ma immediatamente l’arbitro Toselli fischia la fine, tripudio tra i giocatori e tifosi novaresi per un risultato raggiunto quando ormai più nessuno ci sperava, mentre in casa biellese le polemiche non si placano e porteranno ad una rottura insanabile dello spogliatoio.
Da questo episodio il Novara troverà la forza per una cavalcata travolgente che lo porterà trionfalmente in serie B!!!
