novara – alessandria 3-2
19 giugno 1938 – Il derby continua… lo spareggio per la serie A
Dopo la straordinaria vittoria ad Alessandria, due settimane dopo è di nuovo derby. Questa volta, sul neutro di Torino, le due squadre si affrontano nello spareggio che vale la Serie A. Lo spareggio coinvolge anche il Modena, gli emiliani hanno concluso il campionato al primo posto in classifica ex equo con le due piemontesi. Da questi incontri usciranno le due formazioni che approderanno nella massima serie.
Nel primo incontro, disputatosi la domenica precedente allo stadio San Siro di Milano, il Modena non ha avuto difficoltà a imporsi con un perentorio 3-0 su di un’Alessandria demoralizzata e ancora frastornata dalla sconfitta, assolutamente non preventivata, subita nel derby contro il Novara una settimana prima. Un risultato che permette al Modena di mettere in cassaforte la promozione in serie A, ma che non dispiace affatto al Novara. Infatti, agli azzurri contro i grigi potrebbe bastare anche un pareggio per accompagnare gli emiliani nell’olimpo del calcio italiano.
Lo scenario di questo nuovo derby del quadrilatero è lo stadio” Filadelfia” di Torino, destinato di lì a poco a diventare teatro dei trionfi del Grande Torino.

L’esodo dei tifosi novaresi a Torino, pur non raggiungendo le dimensioni bibliche di quello di due settimane prima ad Alessandria, è comunque significativo. Sono in molti a gremire le gradinate del “Filadelfia” per sostenere la squadra in quello che è il momento decisivo della stagione. Sull’altro fronte l’entusiasmo non è altrettanto straripante, dalla città del cappello solo pochi irriducibili hanno intrapreso il viaggio verso il capoluogo sabaudo. Alla bruciante sconfitta nel derby, che è costata la promozione diretta, si è aggiunta la disfatta nel primo incontro di spareggio contro il Modena, che ha di fatto ridotto al lumicino le speranze di un pronto ritorno in serie A.
In un’altra calda giornata di un’estate precoce, alla presenza di circa 5000 spettatori, le squadre agli ordini dell’arbitro Dattilo di Roma, scendono in campo in queste formazioni:
Alessandria: Ceresa, Turino, Rosso, Ghidini, Parodi, Bignando, Massiglia, Robotti, Celoria, Coscia, Vecchi. Allenatore: Cattaneo.
Novara: Caimo, Mazzucco, Galimberti, Bercellino, Mornese, Galli, Piola Paolino, Mariani, Torri, Versaldi, Rizzotti. Allenatori la coppia Patti e Marucco.

L’inizio sembra favorevole ai grigi che, forse più per orgoglio che per reale convinzione di ribaltare una situazione ormai compromessa, partono all’attacco ma Caimo non corre alcun pericolo. È solo un fuoco di paglia, gli azzurri, consapevoli dei propri mezzi e determinati a non vanificare la straordinaria impresa realizzata due settimane prima in terra alessandrina, gestiscono con calma olimpica la sfuriata cinerina, per poi prendere saldamente in mano le redini del gioco.
Appare evidente che il Novara non ha nessuna intenzione di fare calcoli e accontentarsi del pareggio, vuole immediatamente chiudere la pratica Alessandria e con essa il discorso promozione. Con il passare dei minuti la pressione azzurra si fa sempre più incalzante, poco dopo il quarto d’ora il terzino Turino è costretto a commettere fallo su Rizzotti. Mornese è lesto nel battere la punizione, servendo a centro area a Mariani, l’attaccante azzurro, indisturbato, gira di testa nell’angolo basso alla sinistra di Ceresa vanamente proteso in tuffo. È un gol che era nell’aria e che indirizza irrimediabilmente la partita a favore del Novara, spezzando definitivamente le residue speranze alessandrine.
La reazione dei grigi si esaurisce in un gran tiro di Robotti fuori dallo specchio della porta. Poi il Novara riprende a comandare il gioco, Paolino Piola (cugino del più famoso Silvio) manca una facile occasione per chiudere definitivamente la partita. Errore che poteva costare caro agli azzurri, l’Alessandria pur in affanno, riesce sporadicamente a creare qualche apprensione a Caimo e in una di queste sortite Ghidini con un tiro da lontano colpisce il palo. Il pericolo scuote gli azzurri che nel finale di tempo chiudono perentoriamente l’incontro. Prima è Piola, che facendosi perdonare l’errore precedente, sfrutta un delizioso passaggio di Torri dopo una travolgente azione personale. Poi, allo scadere, Versaldi imbecca con un perfetto passaggio filtrante Rizzotti, il quale con un elegante dribbling si libera dell’avversario diretto Turino e con un preciso pallonetto scavalca il portiere Ceresa in uscita. Per fortuna dei grigi Dattilo fischia la fine del primo tempo, che si chiude sul 3-0 per il Novara. Un risultato che fotografa perfettamente la superiorità espressa in campo dagli azzurri.

I tifosi novaresi stanno vivendo un altro pomeriggio memorabile, si sta coronando il sogno del ritorno in serie A ma per vederlo concretizzato ufficialmente dovranno pazientare ancora 45 minuti, poi potranno far esplodere la loro gioia. Anche il neutrale pubblico torinese, impressionato dalla grande prestazione della formazione novarese, ipotizza addirittura che il Novara, essendo ormai scontato il suo approdo nella massima serie, possa mettere in seria difficoltà anche le più blasonate formazioni della metropoli piemontese.
Alla ripresa del gioco il Novara appare deconcentrato, certamente la tensione accumulata nelle settimane precedenti e l’ampio vantaggio acquisito portano alcuni giocatori, forse inconsciamente, ad abbassare l’intensità. L’Alessandria, dopo aver temuto di andare incontro a una memorabile sconfitta, non avendo più nulla da perdere, prova a farsi avanti. Il forcing grigio si traduce però solo in un paio di calci d’angolo. A ravvivare la partita ci pensa l’arbitro Dattilo: al 6’ minuto Vecchi scodella il pallone nell’area azzurra, Missaglia, tutto solo e in evidente posizione di fuorigioco gira di testa alle spalle di Caimo. Il guardalinee sbandiera immediatamente la posizione irregolare dell’attaccante grigio ma l’arbitro incredibilmente convalida la marcatura, sconfessando clamorosamente il proprio collaboratore.
I novaresi protestano, anche se per la verità, forti della loro indiscussa superiorità più con ironia che con rabbia, nei confronti dell’arbitro Dattilo che con la sua bizzarra decisione ha dato un po’ d’interesse a una partita che altrimenti sarebbe stata un monologo azzurro. L’Alessandria a questo punto in qualche modo ci prova ma gli azzurri, ritornati in partita dopo il rilassamento d’inizio ripresa, controllano agevolmente gli attacchi grigi e ripartono pericolosamente in contropiede con il trio Mariani, Torri, Rizzotti. Gli attaccanti novaresi, grazie agli ampi spazi lasciati dagli avversari, tutti protesi in avanti alla disperata ricerca del gol, si procurano numerose occasioni da gol ma Ceresa si salva egregiamente.
Caimo dal canto suo, non vuole essere da meno e mostra il suo proverbiale volo d’angelo impressionando anche il pubblico torinese che applaude convinto. Con il passare dei minuti la pressione mandrogna si affievolisce, il Novara sempre in pieno controllo del match si limita alla gestione del pallone, in casa azzurra si attende con impazienza il segnare di chiusura che decreta ufficialmente il ritorno in serie A. Si arriva così al novantesimo, tutti gli occhi sono puntati sull’arbitro che da un momento all’altro porrà fine alle ostilità. C’è però ancora un ultimo sussulto dei grigi, Vecchi crossa in area nell’area, Caimo esce e respinge di pugno ma la palla finisce sulla testa dell’indisturbato Parodi che senza difficoltà spedisce nella porta sguarnita il pallone del 3-2.
I tifosi azzurri non hanno neppure il tempo di preoccuparsi, alla ripresa del gioco Dattilo fischia immediatamente la fine (forse per evitare polemiche dopo la disinvolta interpretazione sul primo gol alessandrino), poco importa se il risultato finale non fotografa appieno la supremazia novarese, il Novara è tornato in serie A!!!
La stagione trionfale degli azzurri termina qui, l’ultimo incontro di spareggio tra Novara e Modena in programma la domenica successiva a Brescia, non verrà disputato essendo ininfluente ai fini di determinare le compagini promosse in serie A. Mentre giocatori e tifosi novaresi festeggiano una promozione tanto meritata quanto sofferta, da Parigi giunge la notizia che l’Italia battendo in finale l’Ungheria si è laureata Campione del Mondo, è una giornata trionfale per gli Azzurri!!!
