inter – novara 0-1
12 febbraio 2012 – Con l’Airone si espugna San Siro
Quest’oggi il Novara è di scena alla “Scala” del calcio italiano, un privilegio non casuale, non maturato grazie a qualche combinazione fortunata in competizioni di secondaria importanza ma un diritto legittimamente conquistato grazie agli esaltanti successi conseguiti in questi ultimi anni, in cui gli azzurri a suon di vittorie si sono guadagnati l’accesso alla Serie A. Dopo un’attesa durata 55 anni gli azzurri tornano sul mitico terreno del “Giuseppe Meazza” di Milano (l’ultima volta si chiamava solo S. Siro) per affrontare l’Inter nella ventitreesima giornata del campionato di Serie A.
Sono circa 500 i tifosi novaresi presenti sugli spalti, per loro vedere la propria squadra esibirsi in simili palcoscenici è un sogno e poco importa se il Novara arriva a questa prestigiosa trasferta con la poco invidiabile posizione di fanalino di coda con solamente 13 punti in classifica. Molti di loro negli anni hanno seguito la squadra in angusti campetti di piccole e sconosciute località e magari al rientro da queste trasferte hanno dovuto sopportare anche i sorrisetti ironici di parenti o conoscenti, perché le cose non erano andate proprio bene. Per loro oggi, comunque andrà a finire, sarà una grande giornata.
Il Novara in questo campionato ha patito terribilmente il salto di categoria pagando pesantemente, soprattutto a livello societario, l’inesperienza a certi livelli e quando sono stati apportati correttivi la situazione era ormai abbastanza compromessa a livello di classifica. Anche in panchina sono avvenuti dei cambiamenti. Il Comandante Tesser, l’autore del miracolo azzurro, è stato esonerato, al suo posto è stato chiamato Mondonico, personaggio carismatico che non ha certo bisogno di presentazioni. Il “Mondo” torna a sedersi su una panchina dopo un periodo di forzato riposo nel quale ha dovuto combattere contro un male terribile e il solo fatto di rivederlo sui campi di calcio può far solo piacere.

Il nuovo mister (oggi siede per la terza volta sulla panchina azzurra) ha portato alcune modifiche al modulo di gioco, ha infoltito la difesa, sin qui troppo perforata e i primi frutti si sono visti già la domenica precedente, quando gli azzurri per la prima volta in stagione sono riusciti a mantenere la propria porta inviolata, pareggiando (0-0) con il Cagliari.
Anche i nerazzurri non stanno attraversando un gran periodo, naturalmente rapportato alle loro ambizioni. Nonostante siano ancora in corsa nella più prestigiosa competizione europea, in campionato hanno già messo nel cassetto il sogno scudetto, rimane come obbiettivo stagionale il quarto posto che garantirebbe loro l’accesso ai preliminari di Champions League, traguardo che non può certo soddisfare una tifoseria storicamente molto esigente.
Ciò che preoccupa maggiormente i tifosi del biscione sono il gioco poco convincente sin qui espresso e i continui cambi di formazione, fattori che inevitabilmente si ripercuotono sui risultati. Basti pensare che nell’ultimo turno i nerazzurri sono stati sonoramente sconfitti (4-0) all’Olimpico dalla Roma. Neppure il cambio in panchina, Ranieri è subentrato a Gasperini proprio dopo la partita d’andata a Novara, persa clamorosamente (3-1) ha dato la svolta sperata. I tifosi interisti sono sicuramente delusi, tantoché oggi sugli spalti ne sono presenti poco più di ventimila.
Le squadre fanno il loro ingresso in campo e agli ordini dell’arbitro Russo della sezione di Nola si schierano nelle seguenti formazioni:
Inter: Julio Cesar, Chivu (dal 25’ s.t. Nagatomo), Cordoba, Lucio, Zanetti, Cambiasso, Stankovic, Poli (dal 17’ s.t. Forlan), Alvarez (dal 1’ s.t. Pazzini), Milito, Sneijder. Allenatore Ranieri.
Novara: Ujkani, Della Fiore (dal 15’ p.t. Morganella) Lisuzzo, Centurioni, Garcia, Gemiti (dal 20’ s.t. Paci), Porcari (dal1’ s.t. Pesce), Radovanovic, Rigoni, Caracciolo, Jeda: Allenatore Mondonico.
L’Inter parte forte, vuole riscattare la figuraccia dell’Olimpico e approfittando del fatto di avere di fronte gli ultimi in classifica cerca immediatamente di schiacciare il Novara nella propria area. Così i nerazzurri si rendono subito pericolosi, Cambiasso dalla sinistra pesca Milito al limite dell’area, questi vede l’inserimento di Sneijder e lo serve di prima intenzione, tiro immediato dell’olandese ma Ujkani è attento e devia in corner.
Poco dopo è ancora l’Inter che insiste, Sneijder appoggia per l’accorrente Chivu, tiro di prima intenzione forte ma impreciso, nessun pericolo per il portiere azzurro. Il Novara soffre la pressione interista e per i tifosi azzurri sembra prospettarsi un altro pomeriggio di passione, tantopiù che Mondonico è già costretto ad effettuare la prima sostituzione. Fuori Della Fiore infortunato, dentro al suo posto Morganella, tatticamente non cambia nulla, ma con l’ingresso dello svizzero la squadra sembra trarre giovamento.
Dalla sua fascia di competenza gli avversari non imperversano come nei minuti iniziali, anche grazie al fatto che tutto il Novara, scrollatosi di dosso l’emozione che attanaglia le piccole squadre quando affrontano fuoriclasse di questo livello, inizia a giocare disciplinatamente la propria partita. Una partita di contenimento ma senza disdegnare, ogni qualvolta se ne presenta l’occasione, ripartenze immediate con ficcanti e veloci verticalizzazioni che mettono in apprensione la retroguardia meneghina.
Verso la metà del primo tempo il Novara mostra i primi segni di vitalità, Porcari dalla fascia destra supera in velocità Cambiasso e crossa al centro dell’area, Caracciolo di testa anticipa i difensori avversari ma la sua conclusione è centrale Julio Cesar para senza problemi. Sono avvisaglie importanti che fanno capire che il Novara non è venuto a Milano per fare le barricate praticando una difesa a oltranza ma con il proposito di giocarsi le proprie carte, pronto a colpire gli avversari non appena se ne presenta l’occasione. Atteggiamento che toglie un po’ delle sicurezze iniziali negli avversari, forse illusisi dopo i primi minuti di disputare una gara puramente offensiva.
L’Inter comunque continua ad attaccare, ancora Sneijder, sicuramente il più ispirato tra i suoi, scambia in velocità con Chivu, questi entra in area, tiro a incrociare sul palo opposto ma la palla esce di poco anche se Ujkani appare sulla traiettoria.
La squadra nerazzurra tutta protesa in avanti inevitabilmente si allunga, concedendo spazi al Novara che immediatamente ne approfitta, azione che si sviluppa ancora sull’asse Porcari Caracciolo, lancio perfetto del centrocampista azzurro, l’airone brucia in velocità la difesa avversaria ma Julio Cesar con una tempestiva uscita riesce deviare in angolo la conclusione, salvando la sua squadra dalla capitolazione.
È un momento favorevole agli azzurri (oggi in maglia bianca), Caracciolo nuovamente servito nel cuore dell’area nerazzurra viene toccato sul piede d’appoggio da Lucio in un maldestro tentativo di scivolata, Russo non se la sente di assegnare il rigore e lascia proseguire.


Il pubblico di fede nerazzurra comincia a spazientirsi e rumoreggia ogni qualvolta i propri giocatori cincischiano con il pallone tra i piedi perché non trovano sbocchi, se poi sbagliano il passaggio arrivano anche i fischi.
Tuttavia, l’Inter riprende ad attaccare con insistenza e questa volta sono gli ambrosiani a reclamare il rigore; Milito trova Poli tutto solo al centro dell’area azzurra, questi al momento di battere a rete viene contrastato in disperata scivolata da Garcia, a giudizio del direttore di gara il difensore novarese è intervenuto prima sulla palla e successivamente ha toccato le gambe dell’avversario, per i giocatori meneghini l’esatto contrario. Obbiettivamente è difficile stabilire se l’intervento di Garcia fosse regolare o meno, sicuramente nella decisione di Russo pesa il precedente intervento di Lucio su Caracciolo non sanzionato.

A questo punto la partita s’incattivisce, gli scontri si susseguono ma gli azzurri non si sottraggono alla battaglia, Jeda e Stankovic si scambiano cortesie in un contrasto a centrocampo (manata del primo, gomitata dell’altro) lo stesso Stankovic dopo un lieve contatto nella propria area con Caracciolo lo calpesta, nulla di grave ma un gesto che il serbo poteva senz’altro risparmiarsi. Radovanovic stende Lucio lanciato in proiezione offensiva e viene ammonito, sugli sviluppi della punizione Centurioni con un’entrata decisa restituisce le cortesie a Stankovic, il quale s’infuria platealmente con l’arbitro Russo per le attenzioni che gli azzurri gli riservano.
Con gli animi un po’ accesi si chiude il primo tempo, delusione tra i tifosi nerazzurri per l’ennesima prova incolore della loro squadra, mentre i tifosi novaresi possono senz’altro ritenersi soddisfatti per come il Novara ha sinora interpretato la partita, giocando ad armi pari contro una delle formazioni più titolate del panorama calcistico non solo italiano ma addirittura mondiale.
Alla ripresa delle ostilità l’Inter si presenta con una squadra decisamente più offensiva, fuori un evanescente Alvarez, al suo posto il bomber Pazzini. È indubbio che i nerazzurri questa partita la vogliono vincere ad ogni costo per continuare ad alimentare le speranze nella corsa Champions.
Anche in questo secondo tempo sono i nerazzurri a partire all’attacco, Milito palla al piede entra in area sul settore di sinistra, si accentra ma sulla chiusura di Lisuzzo deve affrettare il tiro, Ujkani è ben piazzato e para senza difficoltà.
L’Inter continua a spingere ma così facendo inevitabilmente si scopre, permettendo agli azzurri ripartenze sempre più pericolose, al 56’ minuto Jeda riceve palla sulla linea centrale del campo, avanza indisturbato nella trequarti avversaria, lancio preciso dalla parte opposta per il liberissimo Caracciolo, questi in posizione assolutamente regolare, stoppa di destro e approfittando del movimento di Rigoni che porta fuori posizione Chivu, si accentra e dai 25 metri lascia partire un gran tiro di sinistro a giro che va ad infilarsi imparabilmente nell’angolino alla destra di Julio Cesar vanamente proteso in tuffo.
L’airone (il soprannome deriva dalla sua caratteristica esultanza) libra le sue braccia come le ali del tipico uccello proprio sotto il settore riservato ai sostenitori novaresi che, nonostante siano relegati al terzo anello del gigantesco impianto milanese, pare di vederli tutti in campo, uniti ad esultare insieme al loro goleador e al resto della squadra.


Sono momenti memorabili per i tifosi azzurri, emozioni che rimarranno per sempre nei loro cuori, ricordi indimenticabili stampati nelle loro menti. Alcuni addirittura non riescono a crederci e scrutano il tabellone luminoso sino a che compare la scritta “Inter Novara 0-1”.

Gli interisti rimasti impietriti dal gol subito e dileggiati dai propri sostenitori, reagiscono con rabbia ma il tutto si esaurisce con tiro potente di Stankovic che non inquadra lo specchio della porta.
Poi è ancora Novara, che, sulle ali dell’entusiasmo prende in mano le redini dell’incontro rendendosi più volte pericoloso. Dapprima Rigoni ruba palla a Stankovic nel cerchio di centrocampo e imbecca Jeda solo praticamente davanti al portiere ma l’arbitro ferma tutto giudicando falloso l’intervento del centrocampista azzurro, decisione dubbia per usare un eufemismo.
Poi è lo stesso Rigoni, servito da Pesce all’interno dell’area nerazzurra, con un velenosissimo tiro cross a chiamare a una grande parata Julio Cesar, il quale con un tempestivo quanto preciso intervento riesce a deviare il pallone anticipando anche l’onnipresente Caracciolo giunto in scivolata per il tap-in vincente. Ranieri, l’artefice alcuni anni dopo della favola Leicester, si gioca anche la carta Forlan, dentro al posto di Poli, cambio che lascia parecchie perplessità nei tifosi milanesi che rumoreggiano. Il biondo attaccante uruguagio pochi minuti dopo si mette in evidenza trovando lo spazio per provare un gran tiro dalla distanza ma la sua conclusione termina abbondantemente sopra la traversa, sarà il suo unico spunto di tutto l’incontro.
Ma è solo un fuoco di paglia, poiché è ancora il Novara a rendersi pericoloso andando nuovamente vicino al raddoppio. Caracciolo stoppa palla nella trequarti avversaria, serve di precisione l’accorrente Morganella che dai 20 metri lascia partire un tiro potente e angolato che rimbalza davanti all’estremo difensore nerazzurro ma Julio Cesar ancora una volta non si fa sorprendere e con un’altra grandissima parata manda il pallone in corner salvando la sua squadra.
I tifosi azzurri strabuzzano gli occhi nel vedere la loro squadra giocare con tanta autorevolezza, legittimando il sorprendente risultato sin qui maturato. Ma contro squadre di questa caratura è sempre bene concretizzare le occasioni create, poiché, data la loro grande potenzialità, hanno le qualità per ribaltare l’esito della contesa in qualsiasi momento.
Quando mancano 10 minuti al termine del tempo regolamentare Morganella è costretto a commettere fallo al limite della propria area di rigore su Nagatomo che si sta liberando al tiro, Russo fischia l’inevitabile punizione a favore dei milanesi. Radovanovic, già ammonito, calcia ingenuamente il pallone lontano dopo il fischio dell’arbitro, guadagnandosi il secondo cartellino giallo e l’inevitabile doccia anticipata, lasciando i compagni in dieci a difendere in questo infuocato finale uno storico risultato. Il susseguente calcio di punizione battuto da Sneijder è bloccato a terra senza difficoltà da Ujkani.


L’Inter, sfruttando anche la superiorità numerica, tenta l’arrembaggio finale ma il Novara resiste con relativa tranquillità senza correre reali pericoli, tuttavia tra le file azzurre e per la verità anche tra i tifosi, con il passare dei minuti cresce l’ansia che proprio nel finale il sogno di una clamorosa quanto meritata vittoria nel mitico stadio “Giuseppe Meazza”, magari per un episodio occasionale, possa svanire. Comincia a pervadere nei loro animi quell’ansia che in gergo tennistico è chiamata “sindrome del braccino corto”, ossia quando la paura di rovinare tutto proprio sul più bello fa sì che si commettono errori inspiegabili. Certo alla vigilia in casa azzurra un pareggio sarebbe stato accettato con grande soddisfazione ma visto come sono andate le cose ora suonerebbe come una beffa atroce.
L’area azzurra è presa d’assalto; è il solido Sneijder, certamente il migliore dei suoi insieme al portiere Julio Cesar, a creare per la sua squadra l’occasione più pericolosa di tutto l’incontro. l’olandese prende palla al limite dell’area sul settore di sinistra, si porta verso il centro e con un paio di finte si libera per il tiro, la sua conclusione sorprende Ujkani che rimane immobile al centro della porta ma la palla colpisce la parte interna della traversa e torna in campo, Lucio appostato nei pressi dell’area piccola, si trova il pallone addosso e lo appoggia di testa a Pazzini il quale tira a botta sicura ma Garcia in scivolata ribatte provvidenzialmente in angolo.

I tifosi azzurri tirano un enorme sospiro di sollievo ma non è assolutamente finita, l’arbitro concede 3 minuti di recupero e proprio al termine di questi i nerazzurri confezionano l’ultima occasione per raggiungere il pareggio.
Azione che in casa novarese è vissuta in apnea, quando Cambiasso crossa dal settore di sinistra nessun tifoso azzurro sta respirando, Milito a centro area spizzica di testa il pallone per Pazzini che in perfetta coordinazione gira in porta, Ujkani è bravissimo a intercettare la violenta conclusione da distanza ravvicinata parando in due tempi, salvando così la storica vittoria del Novara.
Ora i tifosi possono finalmente respirare e godersi gli ultimi indimenticabili istanti, il portiere è a terra con il pallone saldamente tra le mani, si rialza ed effettua l’ultimo rinvio. Sul lungo rilancio di Ujkani, prima ancora che il pallone tocchi terra dalle parti di Lucio, il direttore di gara emette il triplice fischio che decreta la vittoria del Novara al “Meazza” contro l’Inter! Un risultato atteso da 59 anni!
Vittoria meritata oltreché prestigiosa quella degli azzurri, d’accordo, l’Inter oggi è sicuramente una squadra in crisi sia di gioco sia d’identità ma è pur sempre la squadra che neanche due anni prima ha realizzato il famoso “Triplete” (Campionato, Coppa Italia e Champions League) e qualche mese più tardi si è laureata Campione del Mondo per club. Vincere a San Siro non è mai banale poi, battere una squadra di questo livello non può che riempire di gioia e orgoglio i tifosi azzurri, forse ancora increduli di ciò che è accaduto.
È Mondonico, alla sua prima vittoria nella San Siro nerazzurra, che fotografa bene la situazione. Presentandosi in sala stampa esordisce dicendo: “Vincere a San Siro è un po’ come vincere il Festival di Sanremo”. Oggi il Novara e suoi tifosi hanno vinto il Festival di Sanremo.