bari – novara 3-4
25 maggio 2016 – La partita del secolo, la nostra “Italia-Germania”
Nella sua storia ultracentenaria, il Novara Calcio ha giocato migliaia di partite ma, a parte i play off Serie B 2010/2011, ancora oggi la partita del San Nicola contro il Bari nel turno preliminare play off del 25 maggio 2016 è nell’immaginario collettivo dei tifosi azzurri come la “partita del secolo”. Proprio come la famosa semifinale mondiale del 17 giugno 1970 tra Italia e Germania Ovest, anche quel Bari-Novara si concluse 3-4 in un tourbillon di emozioni. Una partita che ancora oggi anche i “galletti” ricordano, ovviamente in modo diverso rispetto ai tifosi azzurri, anche perché quella sera di fine maggio del 2016 erano presenti 22mila tifosi di casa e una trentina partiti dal Piemonte.
Il Novara era giunto al turno preliminare play off grazie all’ottavo posto conquistato in campionato: neopromosso dalla Lega Pro, nell’estate 2015 ci fu l’addio tra il club e mister Domenico Toscano, autore del double campionato-Supercoppa di Lega Pro. Alla guida del club era stato chiamato Marco Baroni, 52 anni, reduce dalla deludente stagione di Pescara. In estate erano anche arrivati nove nuovi giocatori e la squadra era considerata una di quelle che avrebbe giocato i play off.

La squadra azzurra chiuse il torneo a 65 punti ( con due punti di penalità) all’8° posto e alla fine del girone di andata era al terzo posto, ma nel girone di ritorno ebbe una flessione che la fece “precipitare” fino all’ultimo posto possibile per giocarsi la promozione in massima serie, l’ottavo posto. Come da regolamento, l’ottava in classifica avrebbe affrontato la quinta, il Bari: partita secca in casa della meglio classificata. In campionato Novara e Bari avevano pareggiato 1-1 all’andata e i galletti si erano imposti al “Piola” 1-2 al ritorno, ma quella domenica era un’altra cosa: c’era in palio la semifinale contro il Pescara, squadra che aveva chiuso la regular season al quarto posto guidato in attacco dal capocannoniere del campionato, Gianluca Lapadula.
In base al regolamento, il Bari per passare il turno doveva vincere nei tempi regolamentari (con qualsiasi risultato) o anche pareggiare nei 120′. Mentre il Novara aveva un solo risultato a disposizione: la vittoria, nei tempi regolamentari oppure nell’extra time e vincere a Bari per la squadra azzurra non era mai stata una cosa facile: lo aveva fatto solo tre volte in venticinque occasioni precedenti.
Pronti, via e Gonzalez porta subito in vantaggio il Novara: palla all’argentino nella trequarti barese con l’attaccante di Tandil che stoppa la palla, supera Romizi e l’accorrente Maniero per tirare una staffilata di sinistro che Micai non può parare. 0-1 Novara in vantaggio e “San Nicola” ammutolito.
Minuto 42 e raddoppio Novara: Casarini prende palla a Valiani a centrocampo e con un pallonetto la fa arrivare in area. Arriva di gran corsa Gonzalez che di sinistra fa 0-2.
Con quel risultato si chiudeva il primo tempo e dopo tre minuti nella ripresa ecco il tris azzurro: Corazza passò palla a Buzzegoli. Il numero 10 novarese crossò in area e, preciso come un orologio svizzero, arrivò ancora Gonzalez che al volo, ancora di sinistro, realizzò una clamorosa tripletta.


Lo stadio sponda barese era incredibilmente muto ed i tifosi pugliesi per protesta ritiravano gli striscioni e abbandonavano il centro curva mentre nel secondo anello, i trenta tifosi azzurri, tra cui tanti a dorso nudo, erano in visibilio nel vedere la loro squadra mettere alle corde gli avversari molto più quotati. E tutti pensavano fosse finita.


“Pensavano” perché il Bari non era morto e la squadra di Camplone tra il minuto 54 e l’83’ ne fece tre anche lui: al 59’ e al 79’ Rosina fece doppietta (seconda rete su rigore) e a sette dalla fine Puscas fece 3-3. Nel giro di neanche un tempo, gli animi erano cambiati in campo quanto sugli spalti: se nel 1970 Italia e Germania Ovest andarono ai supplementari sull’1-1, Bari e Novara andarono all’extra-time sul 3-3.

Il primo tempo supplementare vide al 7’ il portiere di casa Micai diventare invalicabile: in venti secondi l’estremo difensore barese parò due conclusioni di Casarini e la rovescita di Galabinov.
Se alla fine dei supplementari la partita sarebbe finita 3-3 in semifinale sarebbe andato il Bari mentre il Novara avrebbe dovuto segnare almeno un’altra rete per continuare i play off. In più il Novara, dal minuto 117, era rimasto in dieci uomini per l’espulsione di Dickmann per un fallo a centrocampo (e per un suo fallo di mano era stato concesso il penalty al Bari nel secondo tempo).
I play off per i ragazzi di Baroni continuarono perché al 9’ Lanzafame servì a ridosso della linea di porta una palla bellissima per Galabinov. Il numero 16 azzurro mise il “testone” e fece 3-4. “Galagol”, come al solito, non esultò e disse ai compagni di stare calmi perché la partita non era finita.
Tra l’116 ed il 119’ si poté passare da un clamoroso 3-5 ad un amaro 4-4: nel primo caso, l’attaccante bulgaro calciò di poco fuori, mente nel secondo Dezi, di sforbiciata da ottima posizione tirò fuori.
Dopo il recupero, l’arbitro Maresca pose fine alla sfida: Novara in paradiso, Bari all’inferno.
Se allo stadio “Azteca” gli eroi azzurri (della Nazionale) erano stati Boninsegna, Burgnich, Riva e Rivera e per i tedeschi occidentali Schnellinger e Muller, al “San Nicola” gli eroi erano stati Gonzalez e Galabinov per il Novara e Rosina e Puscas per il Bari.
Quel Novara fu davvero eroico: vittorioso su un campo difficile, in dieci uomini nel momento (forse) peggiore della partita ma capace di portare a casa una semifinale insperata.
Come avvenne quarantasei anni prima al Mondiale messicano, la partita successiva fu disastrosa: se i ragazzi di Valcareggi persero 4-1 la finale contro il Brasile, in semifinale il Novara perse contro il Pescara (0-2 a Novara, 4-2 all’”Adriatico-Cornacchia”) che poi in finale superò il Trapani è tornò in Serie A. Ma a godere quel 25 maggio 2016 furono i ragazzi di Marco Baroni.
Tornando alla “partita del secolo” in terra messicana, può essere un paragone due fatti accaduti in quel Bari-Novara: se a deciderla fu la staffetta Mazzola-Rivera, decisivo fu il cambio Corazza-Lanzafame e se Beckenbauer giocò i supplementari con la spalla lussata e fasciata al corpo per non lasciare i compagni in dieci, Buzzegoli giocò gran parte delle ripresa con una vistosa fasciatura alla testa, fino al cambio con Viola.
Sono passati anni da quella partita, ma ancora oggi quel Bari-Novara è di diritto entrato nella storia del Novara Calcio. Senza se e senza ma.
Tabellino
Bari – Micai; Defendi, Tonucci (28′ Rada), Di Cesare, Gemiti; Valiani, Romizi, Dezi; Rosina, Maniero (21′ Puscas), Sansone (51′ De Luca).
A disp.: Guarna, Jakimovski, Di Noia, Donati, Lazzari, Boateng. All.: Camplone.
Novara – Da Costa; Dickmann, Troest, Mantovani, Dell’Orco; Casarini, Buzzegoli (83′ Viola); Faragò, Corazza (89′ Lanzafame); Gonzalez, Evacuo (67′ Galabinov).
A disp.: Pacini, Vicari, Ludi, Garofalo, Adorjan, Bolzoni. All.: Baroni
Arbitro: Maresca di Napoli
Marcatori: 3′, 43′, 48′ Gonzalez, 59′ rig. 79′ Rosina, 84′ Puscas (B), 114′ Galabinov (N)
Ammoniti: Gemiti, Rosina, Romizi, Puscas, Micai, Defendi (B) Buzzegoli, Dickmann, Casarini (N)
Espulsi: 117’ Dickmann (N) per doppia ammonizione