francesco rosetta
Biandrate e Novara distano tra loro tredici chilometri. Chissà quante volte, da ragazzino, Francesco Rosetta avrà fatto quella strada sognando la grande città. “Grande città” che lo accoglie al quartiere San Martino, dove giocano Sparta e Novara Calcio. Nel 1937 “Cecco” Rosetta entra nella Sparta dove (da terzino o centromediano, come si gioca ai tempi) vince il campionato 1940/1941 che vede il club del presidente Enrico Patti disputare la stagione successiva per la prima volta nella sua storia la Serie C. Quell’anno però Rosetta passa al Novara e debutta in Coppa Italia il 5 ottobre 1941 a Lodi contro il Fanfulla in una squadra appena retrocessa (amaramente) in Serie B.
Sono anni duri per tutti: la guerra sta sconvolgendo il Mondo e si gioca a calcio come si può. “Cecco” Rosetta svolge le sue “mansioni” con fare esperto ed è certo che avrà carriera. Ed infatti nel 1946 lascia la Cupola di San Gaudenzio (dopo 98 partite) per andare all’ombra della Mole, ingaggiato dal Torino di Ferruccio Novo, con cui vince subito il campionato.
Il suo trasferimento fu uno dei più costosi del primo dopoguerra, spesso ripreso dalla stampa come inizio di un mercato multimilionario.

Giusto un anno (un po’ tribolato) al Torino e poi ancora Serie A con l’Alessandria e, dal 1948 al 1957, l’esperienza alla Fiorentina dove diventa capitano e vince lo scudetto 1956/1957, giocando la stagione successiva in Coppa dei Campioni perdendo la finale del Bernabeu contro l’imbattibile Real Madrid. Gioca poi nel Verona una stagione chiudendo poi la carriera con gli svizzeri del Lugano.
La Sparta lo ha allevato, il Novara lo ha lanciato, il Torino poteva essere la consacrazione che invece per Francesco “Cecco” Rosetta avvenne con la Fiorentina. Francesco Rosetta muore l’8 dicembre 2006 a 84 anni.
Consulta nell’Archivio Storico la scheda di dettaglio di Francesco Rosetta
